Il sistema di emergenza lombardo ha attivato rapidamente la Centrale Operativa Maxiemergenze, effettuando 12 trasferimenti di giovani con ustioni gravissime e ricevendo la Rosa Camuna per l'impegno profuso

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Milano, 19 febbraio 2026 – Dopo l’incidente del 1° gennaio a Crans Montana, la risposta sanitaria lombarda ha mostrato rapidità ed efficienza. In poche ore la centrale maxiemergenze di AREU è stata attivata presso la SOREU Metropolitana. È stata allestita una sala crisi dedicata per coordinare soccorsi ed evacuazioni.
I soccorsi hanno organizzato trasferimenti verso centri italiani specializzati. Il risultato operativo è stato la messa in sicurezza e il trasferimento di 12 giovani con ustioni gravissime. L’ultimo volo del ponte sanitario si è completato l’11.
Attivazione e coordinamento della macchina dell’emergenza
La risposta regionale è stata attivata alle 10:30 del giorno dell’intervento, quando AREU ha aperto la Centrale Operativa Maxiemergenze. Da quel momento la regia sanitaria ha coordinato risorse, trasporti e comunicazioni per la gestione dei feriti.
La gestione operativa si è svolta in integrazione con la Regione Lombardia, la Presidenza e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Sono stati coinvolti anche il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che hanno attivato il Meccanismo Europeo di Protezione Civile su richiesta della Svizzera.
L’approccio è stato contemporaneamente strategico e operativo, con pianificazione centralizzata e interventi pragmatici sul campo. I dati operativi indicano una rapida mobilitazione delle équipe e la sincronizzazione dei voli e dei posti letto tra le strutture coinvolte.
La logistica degli elicotteri e la rete del soccorso
Nel sistema di soccorso la logistica è tutto: la sincronizzazione tra voli, equipaggi e posti letto ha ridotto i tempi di trasferimento.
Nel pomeriggio dell’intervento, alle 16:30, eliambulanza di Como è decollata verso Sion; poco dopo sono partiti i mezzi di Bergamo e Milano. Grazie a questa rete di elisoccorso e alla Centrale Regionale Elisoccorso (CRELI), nei primi giorni sono stati trasferiti pazienti verso il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda.
L’impiego coordinato di equipaggi, mezzi aerei e team medici di terra ha trasformato una situazione internazionale complessa in operazioni gestite con precisione e continuità. I dati operativi confermano la rapidità della mobilitazione e la capacità di riallocare risorse tra le strutture coinvolte.
Il profilo clinico dell’intervento e il ruolo dei centri milanesi
I dati operativi confermano la rapidità della mobilitazione e la capacità di riallocare risorse tra le strutture coinvolte. Il trasferimento di giovani con ustioni gravissime ha richiesto competenze multidisciplinari e strutture di alta specializzazione. Ospedale Niguarda e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico hanno ricevuto numerosi trasferimenti. In entrambi i centri sono state attivate terapie intensive dedicate e interventi chirurgici specialistici.
Per agevolare la selezione dei pazienti e l’idoneità al volo è stato inviato in Svizzera un Burn Assessment Team congiunto Niguarda–AREU. Il team comprende rianimatori, chirurghi plastici, infermieri di area critica, psicologi e tecnici autisti-soccorritori. Tale modello ha ridotto i tempi decisionali e migliorato l’allocazione dei casi più complessi, garantendo continuità assistenziale tra punti di primo soccorso e centri di riferimento.
Supporto clinico e sostegno alle famiglie
Il team ha coordinato la valutazione clinica e il raccordo con i centri di destinazione, garantendo trasferimenti organizzati dei pazienti. Il trasferimento di persone in condizioni instabili ha richiesto competenze tecniche e un coordinamento logistico preciso. Il personale con funzioni psicologiche e di comunicazione ha fornito un supporto psicologico ai familiari durante la fase di trasferimento. Tale presenza ha facilitato la comunicazione tra ospedali e famiglie e ha contribuito a ridurre l’ansia legata alla mobilità dei pazienti. Dopo il trasferimento, i contatti attivati dal team hanno permesso un monitoraggio continuo e una rapida integrazione dei pazienti nei percorsi terapeutici dei centri di riferimento, con follow-up programmati per valutare l’evoluzione clinica e il reinserimento familiare.
Riconoscimenti e testimonianze
Dopo i trasferimenti e il follow-up dei pazienti, la Regione Lombardia ha premiato il lavoro svolto nelle operazioni di soccorso. Il presidente Attilio Fontana ha conferito ad AREU la Rosa Camuna 2026, estendendo il riconoscimento anche al personale del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e del Policlinico. Il direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, ha ritirato il premio e ha definito il riconoscimento «un attestato al lavoro collettivo», sottolineando l’integrazione di competenze diverse in condizioni di grande criticità. Testimonianze del personale e delle strutture coinvolte hanno evidenziato coordinamento operativo e continuità nell’assistenza ai pazienti.
Elisoccorso e squadre sanitarie hanno confermato il coordinamento operativo e la continuità nell’assistenza ai pazienti. La dottoressa Francesca Dimola e l’infermiere Alessandro Picone hanno descritto l’impatto umano dell’intervento. Sono intervenuti come primi soccorritori a Sion e si sono trovati di fronte a giovani con ustioni estese. Hanno sottolineato come la gestione dei trasferimenti secondari richieda procedure precise e risorse dedicate. Con frasi semplici hanno richiamato l’importanza della preparazione, della resilienza e della professionalità. Le testimonianze hanno messo in luce sia il senso di responsabilità sia la soddisfazione per i pazienti tratti in salvo. Il personale ha inoltre evidenziato la necessità di mantenere formazione continua e protocolli aggiornati per situazioni analoghe.
Lezioni apprese e continuità operativa
La Centrale Maxiemergenze ha mantenuto un presidio dedicato fino al 6 gennaio e poi è rimasta operativa in regime di reperibilità, assicurando assistenza continua fino alla conclusione delle evacuazioni, avvenuta l’11. Il periodo di intervento ha confermato che la capacità di risposta dipende da integrazione di competenze, pianificazione preventiva e aggiornamento costante delle procedure.
Il personale ha segnalato la necessità di proseguire con formazione periodica e revisioni protocollari. A breve è previsto un monitoraggio post-evento per valutare l’attuazione delle raccomandazioni e migliorare la prontezza in situazioni analoghe.
La pergamena che accompagna la Rosa Camuna sintetizza il valore dell’intervento. Riconosce la rapidità, la competenza e il coordinamento dimostrati in un contesto di estrema criticità. Sottolinea inoltre la dedizione verso il servizio pubblico e il sostegno alle famiglie coinvolte. Il caso di Crans Montana conferma come un sistema sanitario organizzato possa operare oltre i confini regionali per rispondere a bisogni urgenti e complessi. Il monitoraggio post-evento, coordinato dalle strutture competenti, valuterà l’attuazione delle raccomandazioni emerse e misurerà gli esiti delle azioni intraprese.




