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Riconoscimento a Areu per l’intervento a Crans Montana: la Rosa Camuna 2026

Milano, 19 febbraio 2026: l'immediata attivazione della Centrale Operativa Maxiemergenze e le evacuazioni coordinate verso ospedali svizzeri hanno valso ad AREU la Rosa Camuna 2026

Milano, 19 febbraio 2026 — La gestione dei soccorsi dopo il disastro del 1° gennaio a Crans‑Montana ha messo alla prova la rete di emergenza lombarda e ha mostrato quanto contino prontezza e coordinamento in scenari complessi. In poche ore AREU ha attivato una sala crisi dedicata e la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, assumendo la regia sanitaria dell’intervento e coordinando l’evacuazione di pazienti con ustioni gravi verso centri di riferimento.

Per questo impegno l’ente regionale ha ricevuto la Rosa Camuna 2026 dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, un riconoscimento che sottolinea l’efficacia operativa in un quadro di collaborazione internazionale.

La decisione di centralizzare il comando si è rivelata decisiva. Alle 10.30, la Centrale Operativa ha raccolto informazioni, assegnato priorità cliniche e pianificato i trasferimenti evitando sovrapposizioni operative. La sala crisi ha fatto da interfaccia diretta con le autorità svizzere: grazie a linee di comunicazione dedicate e a protocolli condivisi è stato possibile decidere tempestivamente dove indirizzare i pazienti in base alle esigenze cliniche e alla disponibilità dei posti.

Il cuore dell’operazione sono stati i trasferimenti aeromedici. Dodici giovani con ustioni di elevata gravità sono stati evacuati in elicottero verso centri specialistici in Svizzera — Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Aarau — scelti per le loro terapie intensive dedicate e per la capacità di intervento multidisciplinare. La sincronizzazione degli invii e l’allestimento di equipe specializzate hanno ridotto i tempi decisionali e facilitato l’accoglienza ospedaliera, migliorando le prospettive cliniche dei pazienti.

Dietro ogni volo c’è stato un lavoro logistico serrato: valutazione clinica pretrasporto, stabilizzazione, predisposizione dei posti letto e coordinamento tra servizi di trasporto aereo, reparti ospedalieri e autorità sanitarie transfrontaliere. Questa rete di relazioni ha funzionato come un meccanismo integrato, dimostrando quanto la sinergia tra strutture territoriali e centri di eccellenza sia essenziale nelle maxiemergenze.

L’esperienza ha anche evidenziato margini di miglioramento. Le autorità hanno già programmato una revisione delle procedure e delle linee di comunicazione coinvolte, con l’obiettivo di consolidare protocolli interoperabili e stabilire canali stabili di scambio informativo con i partner esteri. È previsto un monitoraggio continuo delle nuove misure per valutarne l’efficacia e introdurre eventuali correzioni.

A livello istituzionale, la Rosa Camuna assume un valore pratico oltre che simbolico: premia la capacità di prendere decisioni rapide e di orchestrare risorse diverse sotto un’unica regia. Per il sistema sanitario lombardo l’episodio ha rafforzato la consapevolezza che la preparazione organizzativa, la formazione di team specializzati e relazioni internazionali solide possono fare la differenza nella gestione di vittime con traumi complessi. I risultati raggiunti guideranno le modifiche organizzative future e rappresenteranno un riferimento utile per altre emergenze su larga scala.

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