Milano rimonta da -27 fino al -4 ma perde 103-93 a Parigi: la sconfitta complica seriamente la corsa verso il play-in

La trasferta sul campo del Paris Basketball si è trasformata in una partita a due volti per Olimpia Milano. Dopo un primo tempo in cui la squadra italiana è stata travolta, la ripresa ha visto uno scatto d’orgoglio che ha riportato la sfida in equilibrio per qualche minuto; tuttavia, nel quarto periodo i parigini hanno ripreso il controllo e hanno chiuso sul 103-93.
Il ko, il diciottesimo stagionale in Eurolega per Milano, alimenta forti dubbi sul futuro della squadra nella corsa al play-in e mette in luce sia le lacune difensive iniziali sia la capacità di reazione mostrata nella ripresa.
Il confronto è stato segnato da episodi che hanno pesato sull’esito finale: un avvio in cui Milano ha subito il ritmo e le percentuali dall’arco del Paris, un parziale di primo tempo che ha portato gli avversari fino a +27, e poi la reazione guidata da alcuni interpreti offensivi rossoneri. Nonostante la rimonta culminata con il -4 nel quarto periodo, la squadra di coach Peppe Poeta non è riuscita a trovare le giocate decisive nei momenti caldi. La prestazione individuale di spicco sul fronte parigino è stata quella di Nadir Hifi, autore di 25 punti, mentre l’ex Amath M’baye ha aggiunto 19 punti; dalla parte milanese, i 20 punti di Armoni Brooks non sono stati sufficienti a evitare la sconfitta.
La dinamica della partita
Nel primo tempo il Paris Basketball ha imposto il suo gioco con grande intensità, producendo un bottino di 64 punti nei primi 20 minuti e chiudendo con percentuali pesanti dall’arco: uno score di 13/33 da tre che ha scavato il solco. Milano, sorpresa dalla velocità e dalla precisione dei padroni di casa, ha subito numerosi canestri in contropiede e ha faticato a trovare ritmo in attacco. La lettura difensiva è risultata discontinua, con rimbalzi concessi e aiuti lenti che hanno facilitato la circolazione del Paris; sul piano offensivo, invece, la squadra ha mostrato rare accelerazioni ma senza continuità, ritrovandosi così con uno svantaggio pesante all’intervallo.
Il crollo iniziale
Il parziale che ha portato Milano fino al -27 è stato frutto di un mix tra ottime giocate avversarie e errori propri: palle perse nel momento sbagliato, tiri forzati e poca efficacia a rimbalzo. Il coach Peppe Poeta ha provato a correggere la rotta ma la prima metà è stata compromessa dalle percentuali al tiro del Paris e dalla mancanza di continuità difensiva rossonera. In particolare, la capacità degli avversari di trovare il tiro aperto ha costretto Milano a inseguire, consumando energie e fiducia.
La reazione nella ripresa
Il ritorno sul parquet ha mostrato un’altra faccia dell’Olimpia Milano: maggiore aggressività difensiva, rotazioni più efficaci e scelte offensive migliori. La squadra ha limato lo svantaggio fino al -4 nel quarto periodo grazie a un aumento dell’intensità e a canestri importanti di giocatori chiave. Nonostante la rimonta, però, quando la partita si è fatta più serrata Milano non ha trovato le giocate vincenti nei momenti decisivi, pagando anche la stanchezza accumulata e l’imprecisione in attacco sotto pressione.
Conseguenze in classifica e prospettive
La sconfitta a Parigi complica sensibilmente le ambizioni rossonere: con il diciottesimo ko stagionale, la qualificazione al play-in sembra ora fortemente a rischio. Milano non è riuscita ad approfittare dei passi falsi delle concorrenti dirette — tra cui Barcellona, Panathinaikos, Monaco e Stella Rossa — e vede scivolare più vicino il treno delle squadre che la precedono in classifica, come Maccabi e Dubai. Le prossime partite diventeranno decisive: ogni incontro dovrà essere affrontato come una vera finale se l’obiettivo rimane quello di rientrare nella lotta per i posti post-season.
Numeri, protagonisti e riflessioni finali
I dati principali raccontano una serata di forti contrasti: i 25 punti di Nadir Hifi e i 19 di Amath M’baye per il Paris, i 20 punti di Armoni Brooks per Milano e lo score finale di 103-93. Il dato delle triple, 13/33 per i padroni di casa, ha pesato in modo decisivo, così come l’inizio da incubo dei rossoneri. Dal punto di vista tecnico emerge la necessità di maggiore equilibrio tra difesa e attacco fin dall’avvio e una gestione migliore dei momenti di pressione: l’episodio difensivo o l’errore offensivo possono decidere partite come questa. Per Milano il messaggio è chiaro: servono continuità e lucidità per riaprire la corsa al play-in, partendo da errori corretti e da una mentalità che non si spenga nei primi venti minuti.





