×

Intesa tra Polizia e Fbi per contrastare il cybercrime e proteggere infrastrutture critiche

La firma di una lettera di intenti tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l'Fbi avvia una collaborazione strutturata per condividere informazioni, competenze e formazione nella lotta al cybercrime

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano e l’FBI hanno firmato una lettera d’intenti per rafforzare la collaborazione contro il cybercrime e le minacce informatiche. Sottoscritta dal capo della Polizia Vittorio Pisani e dal direttore dell’FBI Kashyap Patel, l’intesa mette nero su bianco strumenti operativi e percorsi formativi pensati per proteggere la sicurezza nazionale, economica e sociale.

Che cosa prevede l’accordo
L’intesa definisce modalità di scambio informativo e coordinamento tra le unità specializzate dei due Paesi, con l’obiettivo di velocizzare le risposte a intrusioni e campagne criminali. Verranno creati canali diretti per condividere indicatori di compromissione, analisi tecniche e report di intelligence, riducendo i tempi necessari per rilevare e neutralizzare minacce complesse.

Minacce al centro della cooperazione
Tra i rischi prioritari indicati nel protocollo ci sono ransomware, attacchi DDoS, intrusioni mirate e l’impiego illecito di valute virtuali per finanziare attività illecite. L’idea è concentrare risorse e competenze sui vettori d’attacco che più frequentemente producono danni sistemici a imprese e infrastrutture critiche.

Strumenti operativi e strutture coinvolte
A livello operativo, la collaborazione collegherà unità come la TACU (Threat Analytics Collaboration Unit) e il CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) della Polizia di Stato. Il nuovo canale avrà procedure standard per la trasmissione dei dati, protocolli di autenticazione e criteri per la condivisione selettiva delle informazioni, così da bilanciare rapidità di intervento e tutela della riservatezza.

Formazione e ricerca applicata
L’accordo contempla anche un intenso scambio tecnico-scientifico: sono previste attività formative nell’Innovation Centre dell’FBI, esercitazioni congiunte e programmi di aggiornamento su analisi forense digitale, monitoraggio delle reti e tecniche di mitigazione. Queste iniziative puntano a uniformare metodologie operative e a diffondere best practice tra i team investigativi.

Aspetti legali e garanzie
Le attività di cooperazione dovranno svolgersi nel rispetto delle normative nazionali, con meccanismi di supervisione e audit per garantire trasparenza e responsabilità. Il protocollo stabilisce procedure di verifica per lo scambio di informazioni sensibili, al fine di salvaguardare i diritti fondamentali e la conformità alle procedure investigative.

Chi ha partecipato alla firma
Alla firma della lettera d’intenti hanno preso parte rappresentanti istituzionali di primo piano: secondo la nota ufficiale, era presente anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta, insieme ai direttori di alcune direzioni della Polizia di Stato, tra cui Alessandro Giuliano, Lucio Pifferi e Luigi Rinella. La presenza delle autorità sottolinea la valenza strategica dell’intesa.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi sono attesi l’avvio delle prime esercitazioni congiunte e la pubblicazione di linee guida operative. A medio termine, la cooperazione dovrebbe tradursi in indagini più coordinate e in una maggiore capacità di risposta alle crisi informatiche: lo scambio continuo tra TACU e CNAIPIC, accompagnato da percorsi formativi comuni, mira a elevare la resilienza delle infrastrutture critiche. L’efficacia dell’intesa dipenderà dalla rapidità con cui saranno attivati i canali operativi, dalle esercitazioni pratiche e dalla trasparenza nei meccanismi di controllo.

Leggi anche