La sindaca Daniela Colombo replica alla Lega e spiega perché la distinzione tra corsia ciclabile e pista in sede protetta è una scelta tecnica legata al contesto urbano e alla sicurezza

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Scontro politico a Nerviano sulla realizzazione di percorsi ciclabili, con accuse sulla sicurezza e sulla qualità progettuale. La discussione è esplosa dopo le critiche della Lega, che ha definito le soluzioni adottate dall’amministrazione insufficienti. Secondo il partito, non sarebbe stato realizzato un metro di vera pista ciclabile in sede protetta, ma soltanto corsie segnate sull’asfalto.
La sindaca Daniela Colombo ha replicato con argomentazioni tecniche e politiche.
La posizione della sindaca
Daniela Colombo ha chiesto di evitare giudizi ideologici e di valutare le alternative con rigore progettuale. Ha posto come obiettivi la riduzione del traffico, il miglioramento della qualità dell’aria e la tutela di chi si sposta in bicicletta o a piedi. Ha inoltre richiamato la necessità di considerare fattori tecnici, costi e vincoli urbanistici.
Questioni tecniche e sicurezza
Il dibattito verte sulla distinzione tra corsie dipinte e percorsi protetti. Le amministrazioni comunali spesso bilanciano rapidità di intervento e vincoli infrastrutturali. Gli esperti consultati segnalano che la sicurezza aumenta con la separazione fisica tra auto e biciclette.
Prospettive politiche
Lo scontro evidenzia la distanza tra maggioranza e opposizione su priorità e metodi di intervento. La questione rimane aperta e richiederà ulteriori approfondimenti tecnici e confronti istituzionali. Il prossimo sviluppo atteso riguarda la calendarizzazione di ulteriori verifiche progettuali da parte dell’amministrazione.
La critica della Lega e la replica della sindaca
La Lega ha definito le corsie tracciate sull’asfalto potenziali fonti di pericolo e confusione, sottolineando l’assenza di sede protetta. Il partito di opposizione ha sostenuto che la sicurezza è garantita solo da separatore fisico e cordoli che isolano i ciclisti dal traffico motorizzato. La posizione ha alimentato il dibattito in città e tra gli operatori locali.
La sindaca Daniela Colombo ha replicato difendendo le scelte dell’amministrazione e rimandando ogni dettaglio tecnico alle verifiche progettuali già annunciate. L’amministrazione ha confermato la calendarizzazione di ulteriori controlli per valutare eventuali adeguamenti alla rete ciclabile.
Un approccio fondato sul contesto
La sindaca Colombo ha ribadito che la distinzione tra corsie disegnate e piste protette dipende dal contesto urbano, dai flussi veicolari e dagli obiettivi di sicurezza. Ha osservato che non si tratta di una scelta estetica, ma di valutazioni tecniche legate alla mobilità e alla tutela degli utenti deboli.
Secondo l’amministrazione, in alcuni tratti la corsia ciclabile, se progettata correttamente e accompagnata da misure di moderazione del traffico, può rappresentare una soluzione efficace e sostenibile. In altri casi la sede protetta rimane più idonea per garantire livelli di sicurezza superiori.
Il richiamo al contesto urbano include anche l’analisi delle percorrenze giornaliere e la compatibilità con il trasporto pubblico. L’amministrazione ha inoltre confermato che proseguiranno i controlli già calendarizzati per valutare eventuali adeguamenti alla rete ciclabile.
Perché non esiste una soluzione unica
Dopo i controlli già calendarizzati, l’amministrazione sottolinea che la progettazione delle infrastrutture ciclabili dipende dal contesto urbano. Le scelte non sono binarie e richiedono analisi tecniche multilivello.
Si valutano le caratteristiche geometriche della sede stradale, l’intensità e la tipologia del traffico, la presenza di marciapiedi e le fermate del trasporto pubblico. Questi elementi influenzano la decisione tra una pista in sede propria e una corsia segnalata sull’asfalto. Inoltre, si considerano fattori come la visibilità incroci, la velocità media dei veicoli e la disponibilità di spazio per la mobilità condivisa.
L’amministrazione indica che gli interventi saranno modulati in base ai rilievi tecnici e ai flussi reali. Sono previsti monitoraggi continui e verifiche per adattare la rete alle esigenze di sicurezza e accessibilità.
Sicurezza e vivibilità come obiettivi comuni
La sindaca ha sottolineato che la tutela di chi usa la bicicletta non è un vezzo ideologico, ma parte di una strategia per aumentare la vivibilità urbana, ridurre la congestione e migliorare la qualità dell’aria. Meno auto in circolazione comportano anche una riduzione del rumore e dei rischi per la circolazione.
Per questo l’amministrazione punta su interventi che combinino infrastrutture ciclabili con politiche di moderazione del traffico e promozione della mobilità sostenibile. Sono previsti monitoraggi continui e verifiche per adattare la rete alle esigenze di sicurezza e accessibilità, con indicatori su incidentalità, flussi di traffico e qualità dell’aria.
Critiche reciproche e responsabilità amministrativa
Colombo ha osservato che chi contesta oggi le soluzioni adottate non avrebbe avviato, in passato, un piano strutturato per la mobilità ciclabile quando ne aveva l’occasione. La sindaca ha chiesto di valutare i progetti nel loro complesso e di distinguere tra propaganda politica e progettazione tecnica. Amministrare, ha aggiunto, significa prendere decisioni basate su analisi e non su slogan.
Progetti locali e progettazione integrata
Tra gli esempi citati figura il percorso ciclopedonale previsto nella convenzione per il recupero dell’area nota come «Fungo», tra via Carlo Porta e via XX Settembre a Garbatola. L’intervento, contestato dalla Lega, è presentato dalla giunta come parte di un più ampio recupero urbanistico. La sindaca ha ribadito la necessità di una progettazione integrata che colleghi sicurezza, accessibilità e funzionalità urbana.
Dialogo tecnico più che scontro politico
La sindaca ha invitato a trasformare il confronto in un dialogo tecnico, dopo le tensioni su via Nerviano. Ha chiesto valutazioni puntuali sui luoghi, analisi dei flussi e soluzioni calibrate invece di dichiarazioni generiche. Secondo Colombo, la mobilità sostenibile richiede pragmatismo e visione, non contrapposizioni di carattere identitario. L’obiettivo indicato è una città più sicura, meno congestionata e più respirabile per i residenti.
Il dibattito pubblico a Nerviano resta aperto tra istanze che chiedono misure difensive e proposte orientate alla contestualizzazione delle soluzioni. Entrambe le posizioni pongono al centro la sicurezza, ma la giunta sollecita valutazioni basate su efficacia e sostenibilità, non solo su valore simbolico. La sindaca ha inoltre ribadito la necessità di una progettazione integrata che colleghi sicurezza, accessibilità e funzionalità urbana, indicando ulteriori approfondimenti tecnici come passo successivo.





