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Covid, uffici deserti a Milano: i dipendenti tornano in smart working

I contagi e le quarantene spaventano i dipendenti: lavorare da casa è più sicuro.

Gli uffici del capoluogo lombardo si svuotano nuovamente, le aziende autorizzano i dipendenti a lavorare da casa.

Uffici deserti a Milano: il diritto alla disconnessione

Da circa un mese, il 90% degli impiegati di Assicurazioni Generali lavora in smart working.

Al termine delle criticità causate da Omicron, entrerà in vigore l’accordo firmato la scorsa estate con i sindacati: si potrà lavorare da casa tre giorni a settimana, da distribuire anche su base mensile -per un totale di tredici giorni- o con riporto bimestrale. Inoltre, verrà garantito il “diritto alla disconnessione” per evitare ai dipendenti di trascorrere dodici ore o più al giorno davanti al computer.

Uffici deserti a Milano: gli spazi di coworking

Negli uffici di Facebook, in piazza Missori, ognuno è libero di svolgere il proprio lavoro nella sede che ritiene più opportuna: da casa oppure all’ombra del Duomo. I dipendenti della Vodafone di via Lorenteggio, invece, sono in ufficio due giorni a settimana, ma a causa di soggetti positivi e quarantene, i piani stanno cambiando.

Francesca Fraulini, a capo delle Risorse umane nell’headquarter di Segrate della multinazionale Kraft Heinz, afferma: “Gli uffici possono ospitare i lavoratori per un massimo del 40 per cento rispetto alla loro capienza”.

Inoltre, è possibile occupare un posto in alcuni spazi di coworking, in via Mazzini: “Una soluzione che abbiamo studiato per chi abita a Milano e preferisce raggiungere un luogo di lavoro senza dover prendere per forza i mezzi pubblici o l’auto”.

Uffici deserti a Milano: il progetto “Smart working community”

Il Comune di Milano ha rivalutato anche la propria organizzazione: da un massimo di 8 giorni al mese di lavoro agile, si è passati a 62 giorni complessivi su 125 totali da calcolare fino al 30 giugno.

Nessun vincolo mensile. La scorsa settimana, la media dei dipendenti comunali in smart working si aggirava tra il 10 e il 15%.

Alessia Cappello, assessore allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro, chiarisce: Il lavoro agile contribuisce in questo delicato momento a salvaguardare la nostra salute e ampliarlo è una questione di sicurezza. La qualità dei servizi al cittadino non è messa in discussione e continuerà ad essere garantita con efficienza e continuità”.

Palazzo Marino e Assolombarda hanno siglato il progetto “Smart working community”, al fine di identificare e rendere disponibili gli spazi di alcune imprese da destinare al lavoro agile dei dipendenti comunali. Enel e Tim, presso le rispettive sedi, metteranno a disposizione le scrivanie. L’obiettivo è coinvolgere anche i lavoratori del settore privato per ampliare il network che si sta sviluppando negli spazi di coworking.

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