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MIlano, Settepassi: l’orafo di Tiffany

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E’ dalla seconda metà del ’300, dalmedioevo, che la famiglia Settepassi compare tra gli iscritti all’Arte di Por Santa Maria a Firenze, che comprendeva setaioli, calzolai, farsettai e orafi. Ma per restare agli anniversari più recenti, basta tornare al 1850, anno in cui sul Ponte Vecchio Leopoldo Settepassi apre la sua bottega di orafo.

L’ultimo discendente è Cesare Settepassi, un distinto signore di 66 anni, fiorentino di nascita e un po’ milanese di adozione, che ha legato il suo nome a un’altra storica impresa: lo sbarco in Europa del marchio Tiffany.

La griffe Settepassi era già sinonimo di regalità, non fosse stato che per la celebre collana di sedici fili di perle senza uguali che re Umberto regalò alla regina Margherita.

Il suo interlocutore diventa Tiffany e nel 1989 comincia la partnership col colosso americano, portando in dote niente meno che due marchi del calibro di Settepassi-Faraone.

In vent’anni apre boutique nelle piazze più prestigiose del vecchio continente e assume le cariche di presidente e ‘ad’ di Tiffany Europa.

Ma la storia non è finita. Anzi, ricomincia proprio oggi, più o meno da dove era iniziata. Con affetto e reciproca soddisfazione Cesare Settepassi divorzia e saluta la maison della famosa colazione di Audrey Hepburn, riacquisisce l’esclusiva dei suoi due marchi-simbolo e riapre con le insegne Settepassi-Faraone.

Il primo grande ritorno sarà sulla piazza di Milano, la prossima primavera. E poi a Firenze, certo non lontano da quel Ponte Vecchio dove hanno cominciato a brillare i gioielli dei suoi antenati.

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