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Lombardia, tagli alla scuola, meno quattromila cattedre

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Quello che si temeva è ormai una certezza. Quattromila posti in meno, da settembre, per il personale docente, pari all’11% del taglio complessivo nazionale. Ossia una cattedra su dieci. Un salasso per la Lombardia a fronte dell’aumento della popolazione scolastica, in particolare di alunni extracomunitari.

Secondo Carlo Giuffrè, segretario Uil-Scuola Lombardia, a pagare il prezzo più alto saranno le secondarie di primo grado, vale a dire le medie inferiori, con un taglio di 2255 cattedre.

Per coprirle si ricorrerà a riduzioni di orario.

Nelle superiori, invece, saranno 1047 le cattedre in meno e 696 i posti tagliati nelle elementari.

La Direzione generale scolastica,reagisce alle accuse dei sindacati scolastici, precisando di contare di riuscire comunque a far fronte alle richieste delle famiglie, ma Cisl e Cgil Scuola alzano il tiro, sottolineando gli avvertimenti lanciati a riguardo.

Insorge anche il Partito democratico che ha organizzato una giornata di mobilitazione, il 6 aprile e un raccolta di firme contro le decisioni del governo.

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