20 Settembre 2026 ☁ 21°

Chiara Stoppa racconta la sua lotta al cancro sul palcoscenico

Chiara Stoppa trasforma la sua diagnosi di cancro in un monologo che celebra la forza di vivere.

Chiara Stoppa racconta la sua lotta al cancro sul palcoscenico

Il teatro ha sempre avuto la capacità di farci fronteggiare argomenti difficili, di far parlare i silenzi e di dare forma a emozioni che altrimenti rimarrebbero inespressi. In questo contesto è nato il progetto Tempo Presente un monologo che fonde esperienza reale, energia comica e profonda riflessione sul significato della vita.

La diagnosi che ha cambiato la vita di Chiara Stoppa

Nel momento in cui i medici comunicarono a Chiara Stoppa, allora attrice di 25 anni che le restavano pochi mesi di vita a causa di un tumore aggressivo, la giovane ha provato il primo, istintivo impulso di voler lasciare un addio curato ai propri cari. Tuttavia, il dolore si è trasformato in una spinta a non arrendersi: la scrivania del letto è diventata il punto di partenza per un percorso di resistenza emotiva e fisica.

Il percorso creativo: dalla malattia al monologo

Invece di chiudersi, Chiara ha scelto di alzarsi, di lottare contro le terapie e di ritrovare la gioia di stare in scena. Dopo un periodo ben più lungo rispetto a quanto previsto, è ancora in piedi, pronta a mettere a nudo la propria storia davanti al pubblico. Il testo del monologo è il risultato di un lavoro condiviso con Mattia Fabris amico della compagnia ATIR di Milano, che ha messo a disposizione la sua esperienza di scrittore teatrale per dare voce a un’esperienza tanto personale quanto universale.

ATIR, teatro integrato e la collaborazione con Mattia Fabris

ATIR, compagnia fondata a Milano, è nota per la sua sperimentazione nel teatro integrato un linguaggio che unisce attori, persone con disabilità e giovani in laboratori partecipativi. La messa in scena del monologo di Chiara è stata diretta da Mattia Fabris, che ha curato la regia e l’adattamento del racconto per renderlo accessibile a un pubblico ampio, senza perderne l’intensità emotiva. La produzione, realizzata con il sostegno di ATIR, ha anche coinvolto attività didattiche per bambini e adolescenti, dimostrando come una storia di lotta contro il cancro possa diventare uno strumento educativo.

Il ruolo di Chiara Stoppa nel panorama teatrale contemporaneo

Chiara Stoppa, nata a Pordenone nel 1979, si è diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato con registi del calibro di Luca Ronconi, Peppino Patroni Griffi e Franca Valeri. Dal 2008 fa parte della compagnia ATIR, collaborando con la regia di Serena Sinigaglia. Oltre alla sua attività di attrice, è specializzata nella conduzione di spettacoli per persone con disabilità e nella creazione di laboratori per bambini e ragazzi. La sua esperienza sul palcoscenico del Teatro Civico di Schio, nel ruolo di L’Empireo di Lucy Kirkwood, ha consolidato la sua reputazione di professionista capace di attraversare generi e tematiche complesse.

Impatto sul pubblico e prospettive future

Il monologo, presentato in diversi teatri italiani, ha suscitato una risposta emotiva potente: il pubblico ha riconosciuto in Chiara non solo la vulnerabilità di una malattia, ma soprattutto la determinazione a trasformare il proprio pain in arte. La storia, pur essendo radicata in un’esperienza personale, risuona come un messaggio di speranza per chiunque si trovi di fronte a una prova difficile. Guardando al futuro, Chiara intende continuare a lavorare con ATIR, esplorando nuovi format di teatro integrato e approfondendo la dimensione educativa dei suoi progetti, dimostrando che il palcoscenico resta uno spazio capace di reinventare la vita stessa.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
2010
Esonda il fiume Seveso a Milano allagando parte della M3 e alcuni edifici;