Milano ha perso uno dei suoi figli più illustri: don Angelo Casati, noto come il curato di Milano si è spento nella serata di lunedì 31 agosto 2026, alla veneranda età di 95 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nella comunità religiosa e laica, che ha apprezzato il suo impegno costante e la sua capacità di comunicare la fede in modo autentico e accessibile.
Nato il 9 maggio 1931, don Angelo ha dedicato la sua vita al sacerdozio, ordinato nel 1954. La sua carriera è stata un viaggio attraverso diverse parrocchie e incarichi, ma è stato a San Giovanni in Laterano, dove ha servito per oltre vent’anni, che ha lasciato un segno indelebile. La sua capacità di connettersi con le persone e di tradurre il Vangelo in azioni concrete lo ha reso una figura amata e rispettata.
Un uomo di fede e di parole
Don Angelo Casati era noto non solo per il suo lavoro pastorale, ma anche per la sua produzione letteraria. Ha scritto numerosi saggi, poesie e riflessioni spirituali che hanno toccato il cuore di molti. Tra le sue ultime opere, Sorpresi da un sogno (2022), Storie di donne e di profumi (2023), Poesia di uno sguardo (2024), Ospitando libertà (2024) e In punta di piedi (2026) sono solo alcuni esempi del suo impegno intellettuale.
Il suo blog Sulla soglia aperto alla fine degli anni Novanta, è stato un punto di riferimento per molti. Le sue omelie condivise ogni domenica, erano attese con trepidazione e passate di mano in mano da una vasta rete di amici. La sua ultima omelia, datata 1 agosto, è un testimone del suo impegno fino all’ultimo respiro.
L’amicizia con il cardinale Martini e padre Turoldo
Don Angelo Casati ha avuto il privilegio di stringere amicizie con alcune delle figure più influenti della Chiesa. Il cardinale Carlo Maria Martini è stato un punto di riferimento per lui, condividendo la stessa visione di un dialogo aperto tra il mondo religioso e quello laico. La loro amicizia è nata da un episodio aneddotico: don Angelo, allora parroco a Lecco, aveva invitato padre David Maria Turoldo in parrocchia, suscitando resistenze. La lettera di rimostranze inviata a Martini ha dato inizio a un confronto che si è intensificato nel tempo.
Padre Turoldo è stata un’altra figura centrale nella vita di don Angelo. La loro amicizia è nata durante gli anni del liceo in seminario, quando don Angelo leggeva le poesie di Turoldo. Hanno continuato a frequentarsi all’abbazia di Sant’Egidio e nella parrocchia lariana retta da don Angelo. La loro collaborazione ha contribuito a plasmare il pensiero e la spiritualità di don Angelo.
Un’eredità di semplicità e umiltà
Don Angelo Casati ha sempre cercato di vivere una fede umana e accessibile. La sua visione di una Chiesa minore, che si fa piccola e ultima è stata un faro per molti. La sua capacità di resistere alle convenzioni e di chiedere un ritorno alla semplicità lo ha reso una figura unica nel panorama religioso.
Nel suo ultimo post sul blog, don Angelo ha scritto: “Dirò che da un po’ di tempo a questa parte mi vedo come scivolare via: una delle prove – sorrido – anche se non così importante, sono i polpastrelli che arrancano a fatica sulla tastiera”. Con umiltà e grazia, ha introdotto la sua scelta di non pubblicare più nulla, citando il passo del Qohelet: “C’è un tempo per ogni cosa”.
La camera ardente è stata allestita nella cappella San Carlo della chiesa di San Francesco di Paola a Milano, dove don Angelo risiedeva. La sua eredità di semplicità, umiltà e fede autentica continuerà a ispirare molte generazioni future.



