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Gloria Gaynor e il coro di Gallarate, un incontro nato dai social

Il Coro Divertimento Vocale di Gallarate ha cantato «I will survive» in piazza durante la Milano Civil Week; il video è arrivato a Gloria Gaynor che ha deciso di incontrare i cento coristi a Milano il 28 giugno per ascoltarli e scambiare parole di gratitudine

Gloria Gaynor e il coro di Gallarate, un incontro nato dai social

Un gruppo corale nato trent’anni fa a Gallarate si è ritrovato al centro di un momento inaspettato: oltre cento persone, dai fondatori ai giovani che si sono uniti nel tempo, hanno accolto Gloria Gaynor nella Sala Buzzati per un incontro che ha avuto origine da un video condiviso sui social. Quel filmato, girato durante la chiusura della Milano Civil Week ritraeva il coro mentre intonava «I will survive» in piazza; la canzone, simbolo di resilienza e speranza, ha attirato l’attenzione dell’artista stessa.

La sequenza di eventi è semplice ma significativa: il coro si esibisce il 9 maggio in Piazza dei Mercanti per la manifestazione dedicata alla cittadinanza attiva, il video della performance circola online, Gaynor lo nota e risponde con un messaggio di apprezzamento, e quindi nasce l’idea di un incontro diretto che si concretizza domenica 28 giugno a Milano. La giornata ha un ritmo serrato: la cantante arriva dopo un concerto a Napoli e un viaggio in treno, decide comunque di fermarsi per ascoltare il gruppo e scambiare parole con i coristi.

Il coro di Gallarate e la genesi dell’incontro

Il Coro Divertimento Vocale è nato su iniziativa di studenti delle medie che, continuando a cantare insieme sotto la direzione del maestro Carlo Morandi hanno trasformato l’esperienza in una realtà che oggi coinvolge famiglie intere: figli, nipoti, genitori e nonne condividono le prove settimanali. La scelta di inserire nel repertorio I will survive non è casuale: per il coro il brano rappresenta un inno alla speranza capace di unire voci e pubblico. Il video della performance in piazza Duomo ha amplificato questo messaggio, raggiungendo molti utenti e infine l’account dell’artista.

La catena di comunicazione che ha portato a Milano

Dopo che il filmato ha attirato l’attenzione di Gaynor una corista del gruppo ha preso l’iniziativa di scriverle su Instagram per proporre un incontro. Lo scambio con lo staff dell’artista ha fissato la data: domenica 28 giugno. La soluzione logistica che ha permesso l’appuntamento è stata rapida: la cantante ha inserito la tappa a Milano tra due concerti programmati, arrivando direttamente in sala dalla stazione centrale. Quel dialogo informale via social ha tramutato un desiderio collettivo in un evento reale, dimostrando come la rete possa collegare progetti amatoriali e artisti di fama internazionale.

La giornata in Sala Buzzati: canzoni, parole e emozioni

All’incontro hanno partecipato oltre cento coristi insieme al maestro Carlo Morandi e al presidente del coro, Luciano Spairani. La cantante è stata accolta dallo staff organizzativo e ha ascoltato tre brani proposti dal gruppo: I will surviveCan’t take my eyes off you e Oh happy day. Tra applausi e sorrisi, l’artista ha più volte espresso ammirazione per la performance, ripetendo commenti del tipo «meraviglioso» e «fantastico». In un momento informale ha poi intonato l’attacco di Oh happy day accompagnando il coro in un duetto improvvisato che ha suscitato commozione tra i presenti.

Durante l’incontro Gaynor ha raccontato brevemente l’origine di I will survive collegandola a un periodo personale difficile che ha trasformato il brano in un vero e proprio manifesto di resilienza. Ha spiegato come inizialmente i discografici fossero scettici, ma l’accoglienza nei locali come lo Studio 54 e il conseguente entusiasmo del pubblico abbiano consacrato la canzone a icona globale. Il maestro Morandi, scherzando e con rispetto, ha invitato la cantante a unirsi alle prove settimanali del coro a Gallarate, proposta accolta con un sorriso e un «ci penserò» che ha chiuso il momento con leggerezza.

Impatto sulla comunità corale

Per il coro l’evento ha significato più di una semplice esibizione: ha confermato il valore sociale di un’attività amatoriale che da trent’anni costruisce relazioni e senso civico attraverso la musica. L’attenzione ricevuta dall’artista internazionale ha rafforzato il sentimento di appartenenza dei membri e ha portato alla luce la capacità dei progetti locali di dialogare con platee più ampie grazie ai canali digitali.

La giornata del 28 giugno è stata Restano i ricordi dell’ora trascorsa insieme, le parole di elogio di Gloria Gaynor e la fotografia di un momento in cui la musica ha fatto da ponte tra generazioni.

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