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Seconda edizione di Futura a Milano: sfide culturali e turismo

Alla Scala di Milano, Futura 2026 riunisce cultura, tecnologia e turismo per costruire il domani.

Seconda edizione di Futura a Milano: sfide culturali e turismo

Venerdì 2 ottobre 2026, il celebre Teatro alla Scala di Milano è stato il palcoscenico della seconda edizione di Futura. Nuovi sguardi per la Cultura. L’iniziativa, promossa dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha riunito scrittori, registi, architetti, imprenditori e rappresentanti istituzionali per riflettere su come le domande giuste possano guidare innovazione e crescita culturale.

L’apertura è stata segnata dalla lettura di un messaggio papale, che ha sottolineato l’importanza della fede cristiana nella storia dell’arte italiana. Dopo il saluto, sono intervenuti il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi il presidente del Consiglio regionale Federico Romani il sovrintendente e direttore artistico della Scala Fortunato Ortombina e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana insieme a numerosi sottosegretari e delegati.

Il ruolo della cultura nella trasformazione digitale secondo la Regione Lombardia

Nel suo intervento, Attilio Fontana ha rimarcato che la cultura non è un semplice spettatore del cambiamento, ma un attore strategico. Ha citato il motto “Curiosità e coraggio per guidare la trasformazione digitale” e ha sottolineato che il futuro si costruisce mediante la capacità di porsi domande: cosa conservare, cosa cambiare e quali nuove forme di creatività generare. Fontana ha inoltre evidenziato come la Lombardia riesca a coniugare tradizione e progresso grazie a una rete culturale capillare che favorisce la collaborazione tra pubblico e privato.

Curiosità e coraggio: le parole di Attilio Fontana

Il governatore ha dichiarato: “La cultura ci insegna che il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva è qualcosa che possiamo contribuire a costruire. Conservare la curiosità e avere il coraggio di chiedere significa cambiare senza perdere le radici”. Questa visione ha impostato il tono dei successivi dibattiti, dove l’intelligenza artificiale e il digitale sono stati analizzati come leve per una produzione culturale più inclusiva.

Turismo culturale: dati, obiettivi e valorizzazione dei piccoli comuni

Francesca Caruso ha ricordato che la Lombardia è la prima regione italiana per valore dell’economia culturale e dello spettacolo, con un valore aggiunto di 33 miliardi di euro. I musei regionali hanno registrato 12,4 milioni di ingressi nell’ultimo anno, mentre le presenze turistiche hanno toccato i 53 milioni. Per la sola stagione estiva 2026 sono previste 27,7 milioni di presenze con un incremento stimato del 16 % nel triennio 2026-2028. Caruso ha insistito sulla necessità di far conoscere il patrimonio dei **piccoli comuni**, sostenendo che mostre, teatri e iniziative locali possono generare nuove opportunità per imprese, operatori culturali e attività di accoglienza.

Numeri chiave dell’economia culturale lombarda

Il dato più significativo è il legame diretto tra cultura e turismo: il 57 % dei visitatori stranieri sceglie l’Italia per motivi culturali, secondo le parole del ministro Mazzi. L’estensione degli orari di visita in luoghi iconici come il Colosseo, il Pantheon e il Castello Sforzesco ha dimostrato un notevole incremento di flusso, confermando che investire nella cultura equivale a investire nel futuro.

Arte, innovazione e installazioni: le voci dei protagonisti creativi

Il pomeriggio ha dato spazio a una serie di interventi artistici. Emilio Isgrò definito il “maestro delle cancellature”, ha ricordato che l’arte deve seminare dubbi per permettere al presente di evolversi. Andrea Mastrovito impegnato nella torre più alta della Sagrada Família a Barcellona, ha avvertito dei rischi di perdere l’unicità artistica in un contesto di standardizzazione. L’urban artist Greg Goya ha presentato l’installazione “Atto Futuro”, un mappamondo con spartiti vuoti riempito dal pubblico con le proprie paure sul futuro.

Tra gli ospiti, Giordano Bruno Guerri (Fondazione Il Vittoriale degli Italiani), il designer Giulio Cappellini il regista Damiano Michieletto il regista Paolo Strippoli e la direttrice del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah hanno condiviso le proprie esperienze. Inoltre, Marco Magnifico (presidente FAI), Marco Balich (direttore creativo), Giulia Bini (CERN) e Peter Florence (fondatore dell’Hay Festival) hanno sottolineato l’importanza di collegare ricerca scientifica e espressione artistica per affrontare le sfide contemporanee.

Il dibattito si è concluso con una risposta collettiva al quesito proposto dall’installazione “Atto Futuro”: le paure più ricorrenti riguardano la perdita di autenticità e l’omologazione culturale, ma anche la possibilità di creare nuove forme di creatività grazie alla tecnologia. L’evento ha dimostrato che, nella Lombardia, la cultura è vista non solo come patrimonio da conservare, ma come motore dinamico capace di guidare lo sviluppo economico e sociale.

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