A Milano, in via Ludovico il Moro 189, è stato inaugurato un murale che celebra il sacrificio dei partigiani della 113ª Brigata Garibaldi SAP e riafferma il valore della memoria condivisa

Il 28/04/2026 a Milano è stata inaugurata un’opera che intreccia arte pubblica e memoria storica nel quartiere del Ronchetto. In via Ludovico il Moro 189, proprio accanto al Cippo del Ronchetto, l’artista Martina Rubini, nota come Luna, ha realizzato un murale commemorativo dedicato ai giovani caduti della resistenza locale.
L’iniziativa colloca nel paesaggio urbano un segno visibile che richiama alla memoria la lotta per la libertà e crea un nuovo punto di riferimento per la comunità.
La pittura murale ricorda in particolare Domenico Bernori, Idelio Fantoni e Giovanni Paghini, tre ragazzi della 113ª Brigata Garibaldi SAP uccisi durante gli scontri con le truppe naziste che tentavano di entrare in città per fermare la Liberazione. L’opera rappresenta la prima testimonianza di questo tipo nel versante ovest di Milano e segna un passo importante nel riconoscimento pubblico del contributo partigiano nella zona.
Origine del progetto e figure protagoniste
Il progetto è nato da un’idea coltivata nel tempo dall’ ANPI Barona, che ha voluto trasformare un desiderio di memoria in un’opera concreta. La realizzazione è stata resa possibile anche dalla donazione di Renato Maradini, figlio di Luigi Maradini, comandante della 113ª SAP e attivo proprio nella zona del Ronchetto durante gli scontri. Alla cerimonia di inaugurazione è stata consegnata una targa in memoria del comandante, segno tangibile del legame tra storia familiare e impegno civico.
Presenze istituzionali e associative
Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti dell’associazionismo e delle istituzioni locali: tra gli ospiti figuravano il presidente provinciale ANPI Primo Minelli e il presidente del Municipio 6 Santo Minniti. L’evento ha avuto carattere partecipato, con la presenza di esponenti delle sezioni ANPI del territorio e cittadini interessati a rinsaldare il senso di comunità attraverso la memoria condivisa.
Una memoria che coinvolge il territorio
Il murale non è stato un progetto isolato: all’iniziativa hanno contribuito diverse sezioni ANPI del sudovest milanese, tra cui Buccinasco, Assago, Corsico, Gaggiano e Giambellino-Lorenteggio. Questa rete di partecipazione dimostra come la memoria della Resistenza sia percepita come un patrimonio collettivo, capace di superare i confini di singoli quartieri e di creare legami tra comunità diverse. L’intento è stato quello di costruire non solo un monumento estetico, ma uno spazio vivo di riferimento civile.
La cerimonia: musiche e parole
La giornata di inaugurazione ha unito il tono commemorativo a momenti di festa civile; la manifestazione è stata arricchita da canti della Resistenza eseguiti da Alessio Lega, Rocco Marchi e Guido Baldoni. Le esibizioni hanno creato un’atmosfera che alternava ricordo e partecipazione, favorendo un’intensa condivisione emotiva tra i presenti e sottolineando il valore simbolico dell’opera come strumento di educazione civica e memoria collettiva.
Arte, simboli e lettura dell’opera
Martina Rubini, in arte Luna, ha scelto una cifra espressiva capace di dialogare con il contesto urbano: il murale inserisce elementi iconografici che rimandano ai volti dei tre giovani partigiani e a simboli della Resistenza, creando una narrazione visiva facilmente leggibile dai passanti. L’intervento artistico valorizza la vicinanza al Cippo del Ronchetto, trasformando la parete in un vero e proprio luogo di memoria contemporaneo che invita alla riflessione e alla scoperta storica.
Tecnica e messaggio
La tecnica adottata privilegia colori forti e contrasti netti, pensati per resistere al tempo e agli agenti atmosferici; l’opera funziona quindi sia come memoria estetica sia come segnale permanente nello spazio pubblico. L’uso di simboli riconoscibili e di un linguaggio visivo accessibile ha l’obiettivo di parlare a più generazioni: dai più anziani che conservano ricordi diretti ai più giovani che scoprono una storia locale spesso poco raccontata.
Una sintesi per il quartiere
Questa iniziativa restituisce al Ronchetto un punto di riferimento che unisce passato e futuro, invitando residenti e visitatori a fermarsi, leggere e partecipare. Il murale diventa così non solo commemorazione delle figure di Domenico Bernori, Idelio Fantoni e Giovanni Paghini, ma anche occasione per ricostruire relazioni civiche e promuovere l’impegno democratico. Visitare l’opera significa entrare in contatto con una pagina di storia locale resa visibile e accessibile, confermando il ruolo fondamentale dell’ arte pubblica come strumento di memoria e cittadinanza.





