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Dopo oltre quarant’anni in Comune: la storia di Sergio Trevisan alla biblioteca di Bareggio

Dopo più di quarant'anni di servizio pubblico e trentacinque dedicati alla biblioteca, Sergio Trevisan si ritira lasciando un'eredità fatta di progetti e relazioni con la comunità

Dopo oltre quarant'anni in Comune: la storia di Sergio Trevisan alla biblioteca di Bareggio

Sergio Trevisan chiude un capitolo lungo e denso di esperienze: oltre quarant’anni trascorsi in municipio, di cui trentacinque dietro il bancone e tra gli scaffali della biblioteca comunale di Bareggio. La sua passione per il primo giorno di scuola è rimasta inalterata nel tempo, e la decisione di mettersi in pensione arriva dopo una carriera che ha intrecciato ruoli amministrativi e attività culturali.

Originario di famiglie friulane, con una moglie e una figlia, Trevisan è stato per molti un riferimento costante: ha visto crescere generazioni, ha accompagnato studenti nello studio e famiglie nei pomeriggi di lettura. Il suo lavoro è stato spesso descritto come fatto di gesti semplici ma fondamentali: accogliere, catalogare, suggerire letture e organizzare iniziative rivolte ai cittadini di ogni età.

Una carriera tra municipio e scaffali

La storia professionale di Sergio Trevisan si è sviluppata all’interno del palazzo comunale, dove ha ricoperto mansioni diverse: dal protocollo all’anagrafe, fino alla gestione della biblioteca. In più occasioni ha sottolineato di essersi sentito anche come un operaio dell’amministrazione, inteso come chi svolge il lavoro concreto necessario al funzionamento quotidiano. Questo percorso poliedrico gli ha permesso di conoscere il territorio e le persone, trasformando il luogo di lavoro in quello che lui chiama ancora il suo luogo del cuore.

Dai compiti amministrativi alla biblioteca

Negli ultimi trent’anni il suo impegno si è concentrato soprattutto su attività pratiche: acquisto e catalogazione dei volumi, gestione dei prestiti e accoglienza degli utenti. La biblioteca è diventata per lui un laboratorio sociale, dove non si limitava a custodire libri ma favoriva la consultazione, la visione di film e l’accesso a risorse multimediali. Questo lavoro ha richiesto attenzione ai bisogni delle persone, dalle mamme con bambini agli anziani che cercano compagnia tra le pagine.

Progetti, scuole e relazioni con la comunità

Una parte importante dell’attività di Trevisan è stata la collaborazione con le scuole del territorio: asili nido, scuole materne ed elementari hanno spesso trovato nella biblioteca un partner per progetti educativi. Tra le iniziative più apprezzate c’è stato il laboratorio di creazione libri, che ha coinvolto i più piccoli in attività manuali e creative, stimolando la curiosità e l’amore per la lettura. Questi progetti hanno contribuito a consolidare il ruolo della biblioteca come spazio di aggregazione e formazione.

Giovani, servizio civile e opportunità lavorative

Nel corso degli anni Trevisan ha seguito numerosi giovani inseriti tramite progetti di servizio civile e iniziative come la Dote comune, offrendo loro un primo contatto con il mondo del lavoro. Molti di questi ragazzi hanno poi proseguito nel settore culturale, trovando nella biblioteca un trampolino di lancio. La figura del bibliotecario ha quindi funzionato non solo come custode di libri, ma anche come mentore e facilitatore di percorsi professionali.

Un’eredità e il futuro

Dal punto di vista organizzativo, Trevisan ha assistito a trasformazioni rilevanti: oggi la biblioteca fa parte della Fondazione per Leggere, un cambiamento che ha ampliato l’offerta di titoli e risorse rispetto a quando il sistema era diviso. Nonostante le innovazioni e qualche inevitabile errore lungo il cammino, ciò che è rimasto centrale è il rapporto umano con il pubblico. Per il futuro, l’ex bibliotecario sogna attività rimaste nel cassetto, come un corso di cucina, ma riconosce che è giunto il momento di fare un passo indietro e lasciare spazio alle nuove generazioni.

Il saluto istituzionale è arrivato anche dal sindaco Linda Colombo, che ha voluto ringraziare Sergio per la sua gentilezza e professionalità: parole che sottolineano come la sua dedizione abbia contribuito a rendere la biblioteca un luogo accogliente e stimolante per l’intera comunità di Bareggio.

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