Il pomeriggio della domenica 25 ottobre 2026 ha visto le strade di Milano invase da una serie di manifestazioni spontanee organizzate attraverso i social network. La presenza di circa quindicimila giovani, convogliati da gruppi informali su piattaforme di messaggistica, ha creato un clima di mobilitazione senza precedenti nella capitale lombarda.
Le prime concentrazioni si sono formate poco dopo le 14:00: una in zona Castello Sforzesco, vicino alla fermata della metro Lanza, e una seconda nel quartiere Piola, a est della città. Entrambe le marce, sebbene inizialmente separate, hanno convergito lungo Via Porta Venezia, dove si sono fuse in un unico grande corteo che ha proseguito fino a Piazza Leonardo da Vinci, sede del Politecnico.
Dal centro al quartiere Piola: l’unione di due marce spontanee
Il percorso ha attraversato il cuore del centro storico senza che si registrassero scontri o atti di vandalismo. I manifestanti hanno mantenuto un tono pacifico, anche se alcuni negozianti hanno dovuto rafforzare le vetrine con tavole di truciolato e chiudere temporaneamente per timore di eventuali disordini. La carenza di indicazioni ufficiali da parte del Movimento 17 ottobre, che non ha comunicato né i punti di ritrovo né la destinazione finale, non ha impedito l’autorganizzazione dei gruppi su scala locale.
Il pattugliamento massiccio: 500 soldati e centinaia di controlli
Le autorità hanno risposto con un articolato dispositivo di sicurezza. Oltre alla Questura di Milano, il presidio è stato rafforzato da circa cinquecento soldati dispiegati per decreto governativo. Gli agenti hanno effettuato controlli sia in ingresso che in uscita dalle principali stazioni ferroviarie, con particolare attenzione a viaggiatori provenienti da fuori città, sospetti di essere coinvolti nelle proteste del weekend precedente.
Il bilancio delle operazioni di prevenzione, pubblicato dalla Questura, riporta cinque arresti, quarantatre denunce, centonovantasei persone accompagnate negli uffici di polizia e quasi tre mila identificazioni effettuate sul posto. Di questi ultimi, ben 2.921 sono state registrate nella sola giornata di domenica.
Controlli alle stazioni e fermo di Youssef Siher
Tra i controlli più significativi vi è l’azione svolta alla stazione di Porta Garibaldi, dove i carabinieri hanno fermato e condotto alla questura un giovane ricercatore di trent’anni, Youssef Siher. Considerato uno dei promotori del Movimento 17 ottobre, è stato posto sotto custodia con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata. L’intervento è avvenuto nel contesto di un più ampio operato di verifica dell’identità di ragazzi, molti dei quali di seconda generazione, a cui sono stati richiesti i documenti di riconoscimento.
Nonostante la presenza massiccia delle forze dell’ordine, la giornata si è conclusa senza ulteriori “scontri” e con un tono complessivo di prevenzione piuttosto che di repressione. I manifestanti hanno lasciato le strade di Milano dopo aver attraversato diversi quartieri, dimostrando la capacità di organizzazione spontanea tipica della generazione che ha dato vita al Movimento 17 ottobre.



