Il sabato 24 ottobre, Milano si è trasformata in un vero e proprio scenario di manifestazione. Dopo gli scontri del weekend precedente, il Movimento 17 ottobre aveva promesso nuove azioni in tutta Italia, ma le comunicazioni ufficiali sono rimaste inascoltate. Nonostante l’assenza di annunci, due cortei spontanei sono partiti dal centro verso Città Studi, uno antifascista e uno pro-Palestina, per poi unificarsi in un unico serpentone nel quartiere Porta Venezia.
Le strade verso Piazza Duomo erano state chiuse per motivi di sicurezza, costringendo i manifestanti a deviare verso il Politecnico. Il percorso ha concluso nella piazza Leonardo da Vinci, dove è stato cantato il celebre “Bella ciao” e sventolati cartelli contro il governo e per la libertà della Palestina.
Il percorso del corteo e i punti di tensione
Il serpente di manifestanti, stimato in circa 10.000 persone, ha attraversato le vie di Lanza e Borghetto, per poi raggrupparsi in Via Porta Venezia. In quella zona si sono verificati brevi momenti di tensione con la polizia, ma senza culminare in scontri violenti. I manifestanti hanno mantenuto un tono pacifico, scandendo cori contro il costo della vita e contro i leader del governo.
Fermate e controlli lungo il cammino
Le forze dell’ordine, schierate con 1.400 agenti — tra cui 500 paracadutisti della Folgore —, hanno operato controlli sistematici in stazioni ferroviarie, nella rete metropolitana e nelle piazze centrali. A partire dal primo pomeriggio, sono state effettuate perquisizioni mirate, soprattutto nella zona del Carrobbio, dove la polizia ha fermato un gruppo di giovani con passamontagna.
Operazioni di sicurezza: arresti, denunce e la figura di Youssef Siher
Nel corso della giornata, la Polizia di Stato ha arrestato tre persone e ha sporto 41 denunce, includendo 56 minorenni e 43 stranieri. In totale, 167 individui sono stati accompagnati in Questura per controlli, di cui 56 minorenni. Le autorità hanno identificato 2.885 soggetti attraverso i controlli a campione.
Un punto focale dell’indagine è stato il fermo preventivo di 12 ore di Youssef Siher, 30enne di Brescia, considerato il presunto ideatore della pagina Instagram legata al Movimento 17 ottobre. Siher è stato posto alle dipendenze della Procura di Milano per istigazione a delinquere con aggravante di terrorismo, ai sensi dell’articolo 420 bis del nuovo decreto legge. Anche sua moglie risulta indagata a piede libero per gli stessi reati.
Reazioni commerciali e dichiarazioni istituzionali
Molti negozi del centro hanno reagito chiudendo temporaneamente. La Rinascente ha interrotto le attività alle ore 15, mentre altre attività hanno abbassato le saracinesche o hanno rafforzato la sicurezza con blindature alle vetrine. Alcuni commercianti hanno invece mantenuto le porte aperte, sottolineando il loro coraggio di fronte alle tensioni.
Confcommercio Milano ha rilasciato una nota in serata affermando che “a Milano ha prevalso la ragionevolezza” e ringraziando le istituzioni e le forze dell’ordine per la gestione della situazione. Il sindacato ha inoltre eloggiato i negozianti che, nonostante le pressioni, hanno continuato a operare, definendoli esempio di “responsabilità e fiducia”.
La giornata si è chiusa con la consapevolezza che la protesta è rimasta largamente pacifica, grazie a un forte dispiegamento di risorse di sicurezza e a una risposta coordinata da parte di amministrazioni e commercianti. Tuttavia, i numerosi controlli, le denunce e il caso di Youssef Siher indicano che le autorità non intendono sottovalutare il rischio di ulteriori episodi di violenza.



