La Polizia Locale di Milano ha arrestato un 39enne italiano con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della convivente. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Milano, dopo un’indagine che ha portato alla luce una serie di violenze fisiche e psicologiche protrattesi per un anno e mezzo.
La vicenda è emersa grazie al coraggio della vittima, che ha trovato la forza di denunciare le violenze subite durante una visita in una struttura sanitaria. Gli operatori, allertati dalle sue condizioni, hanno avviato le procedure necessarie per proteggerla e portare alla luce la verità.
Un anno e mezzo di violenze: i dettagli emersi dalle indagini
Dall’inizio del 2026, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a ripetute aggressioni, sia fisiche che psicologiche. Tra gli episodi contestati, il lancio di un vaso di fiori che ha colpito la vittima alla testa durante una lite e il caffè rovesciato addosso perché stava parlando con una vicina di casa.
Le indagini hanno rivelato un quadro di controllo ossessivo da parte dell’aggressore. La donna avrebbe subito limitazioni nei rapporti con l’esterno, con il controllo del telefono e del portafoglio. Inoltre, l’uomo le avrebbe sostituito il cellulare con un altro dispositivo per monitorarne le comunicazioni e gestirne le risorse economiche.
La richiesta di protezione e la decisione del Gip
Durante le indagini, la donna ha manifestato il timore per la propria incolumità e ha richiesto di essere collocata in una struttura protetta. Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il pericolo di reiterazione delle condotte violente e non adeguate eventuali misure meno afflittive.
L’arresto del 39enne rappresenta un passo cruciale nella lotta contro la violenza di genere, sottolineando l’importanza del supporto alle vittime e della collaborazione tra istituzioni e strutture sanitarie.



