Milano si prepara a dire addio a una delle sue figure più carismatiche e amate: don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus. Il sacerdote, noto per il suo impegno senza sosta a favore dei giovani in difficoltà, è morto il 31 luglio 2026 all’età di 96 anni. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo non solo nella città, ma in tutto il paese.
don Mazzi, conosciuto affettuosamente come il “prete matto”, ha dedicato la sua vita a chi era in difficoltà, offrendo speranza e un futuro a migliaia di giovani. La sua missione è iniziata negli anni Ottanta con la fondazione di Exodus, una comunità che ha offerto un rifugio e un percorso di recupero a tossicodipendenti, emarginati e giovani in situazioni di disagio.
La camera ardente e i funerali
La camera ardente di don Mazzi è stata allestita nella sala mensa della fondazione Exodus, un luogo che per lui era molto speciale. Qui, tra i suoi ragazzi, don Mazzi ha trascorso gran parte del suo tempo, condividendo pasti e momenti di vita. La sala è adornata con una grande foto che lo ritrae sorridente, con gli occhi rivolti al cielo e un messaggio che recita: “I sogni sono sempre giovani”.
La camera ardente resterà aperta al pubblico sabato 1 agosto e domenica 2 agosto, dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. I funerali si terranno lunedì 3 agosto alle 15 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Il sindaco Beppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie, sottolineando l’importanza di don Mazzi per la città.
L’eredità di don Mazzi
Don Mazzi ha lasciato un’eredità immensa, non solo attraverso la comunità Exodus, ma anche con il suo impegno costante nel campo dell’educazione e della formazione. Ha scritto decine di libri, è stato editorialista e una presenza costante in televisione e radio, sempre impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del disagio giovanile e della tossicodipendenza.
La sua filosofia educativa si basava sulla convinzione che la risposta alla tossicodipendenza e all’emarginazione non potesse limitarsi all’assistenza, ma dovesse passare dall’ascolto e dalla responsabilizzazione. Questo approccio ha permesso a migliaia di giovani di intraprendere percorsi di rinascita e di reinserimento sociale.
Il ricordo di Papa Francesco
Don Mazzi aveva un legame speciale con Papa Francesco, che ha ricordato con affetto in un’intervista rilasciata un anno fa. “Con lui mi sentivo un prete fra i preti”, aveva detto don Mazzi, ricordando i momenti di semplicità e umanità che aveva condiviso con il pontefice. Papa Francesco aveva colpito don Mazzi per la sua capacità di essere vicino agli ultimi e di vivere con umiltà, lontano dalle formalità del Vaticano.
Don Mazzi aveva anche espresso il suo desiderio che il Papa continuasse a portare avanti i cambiamenti iniziati, in particolare riguardo al ruolo delle donne nella Chiesa e ad altre questioni sociali. “Spero che il Papa che arriverà avrà il coraggio di cogliere questa eredità”, aveva detto.
Il cordoglio delle istituzioni
Il cordoglio per la scomparsa di don Mazzi è stato espresso da numerose personalità politiche e istituzionali. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato l’impegno di don Mazzi “al servizio degli ultimi e dei fragili”, sottolineando la sua testimonianza di impegno sociale e civile. Anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha espresso il suo dolore, definendo don Mazzi “l’anima di Milano attenta al prossimo”.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal mondo dello spettacolo e della cultura, da parte di amici e collaboratori che hanno avuto l’onore di lavorare al suo fianco. Tutti concordano nel riconoscere in don Mazzi un uomo straordinario, capace di cambiare la vita di chiunque abbia incrociato il suo cammino.
Don Mazzi ha lasciato un vuoto incolmabile, ma la sua eredità continuerà a vivere attraverso la comunità Exodus e il lavoro di tutti coloro che hanno creduto nella sua missione. “Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione”, ha detto Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus.



