Il Comune di Arese avvia un percorso sperimentale di educativa di strada per sostenere i giovani, offrendo ascolto, orientamento e spazi di partecipazione

Il Comune di Arese ha dato avvio a un’iniziativa pensata per incontrare i ragazzi dove si ritrovano: le piazze e gli spazi pubblici della città. L’intervento non si limita al contrasto o al controllo, ma punta su educativa di strada come strumento per trasformare situazioni di disagio in occasioni di partecipazione.
L’azione si rivolge a gruppi di età compresa tra i 14 e i 25 anni e si sviluppa con operatori impegnati nelle fasce orarie di maggiore aggregazione, in particolare il pomeriggio e la sera.
Perché un approccio educativo e non repressivo
In molte comunità locali la presenza di giovani nelle aree pubbliche rappresenta una risorsa e al tempo stesso una sfida: se da una parte è indice di vivacità sociale, dall’altra può generare episodi di micro-conflittualità e tensioni con i residenti. L’Amministrazione di Arese ha quindi scelto di privilegiare ascolto, presidio e progettazione condivisa, convinta che il dialogo sia più efficace della sola imposizione di regole. Il modello proposto mira a favorire la partecipazione attiva e a costruire relazioni di fiducia tra giovani, istituzioni e comunità.
Obiettivi principali del progetto
Il piano operativo si concentra su alcuni obiettivi chiave: innanzitutto intercettare i ragazzi nei loro contesti abituali per offrire supporto immediato e orientamento; ridurre il rischio di marginalità e comportamenti a rischio; promuovere la conoscenza delle opportunità locali in ambito scolastico, lavorativo, sportivo e culturale. La finalità è duplice: sostenere i giovani nel loro percorso di crescita e garantire una convivenza più serena negli spazi comuni.
Modalità di intervento e attori coinvolti
L’intervento è strutturato attorno alla presenza di educatori professionali che opereranno nei luoghi di aggregazione informale per costruire rapporti basati sulla fiducia e per mediare eventuali tensioni. Il progetto è stato affidato alla Cooperativa Lotta contro l’emarginazione, che collaborerà con la rete dei promotori educativi già partner del Comune. Le attività prenderanno avvio con una fase sperimentale di otto mesi: maggio – dicembre 2026, con intensificazione nei periodi di maggiore afflusso giovanile.
Orari e contesti di intervento
Le azioni si svolgeranno prevalentemente in orario pomeridiano e serale, quando gli spazi pubblici come la piazza del Municipio diventano luoghi di ritrovo abituale. In questi contesti gli operatori lavoreranno per riconoscere bisogni concreti, offrire orientamento e favorire l’accesso alle risorse del territorio. L’approccio include anche iniziative che coinvolgono altre fasce d’età, favorendo il dialogo intergenerazionale e l’uso condiviso degli spazi.
Visione e responsabilità istituzionale
L’Amministrazione, rappresentata dal sindaco Luca Nuvoli e dall’assessora alle Politiche giovanili Denise Scupola, ha sottolineato come l’azione pubblica debba considerare i giovani non come un problema da contenere ma come risorsa da valorizzare. L’approccio scelto si basa su tre elementi: presenza sul territorio, ascolto attivo e progettualità partecipata, strumenti ritenuti necessari per prevenire il disagio e promuovere cittadinanza consapevole.
Risultati attesi e prospettive future
Durante la fase sperimentale l’Amministrazione monitorerà gli esiti per valutare l’efficacia delle azioni e individuare possibili sviluppi. Tra i risultati attesi ci sono una riduzione degli episodi di tensione, un maggior coinvolgimento dei giovani nelle attività del territorio e un rafforzamento delle reti di supporto. Se l’esperimento darà i frutti sperati, il modello potrà essere adattato e replicato in altri contesti comunali.





