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Scambio bloccato in un’area di sosta: sequestrati 32,5 kg tra cocaina ed eroina

Un'operazione antidroga della Polizia di Stato ha portato all'arresto di due persone e al sequestro di ingenti quantitativi di sostanze e contanti; l'indagine ha coinvolto più comuni dell'hinterland e perquisizioni mirate.

Scambio bloccato in un'area di sosta: sequestrati 32,5 kg tra cocaina ed eroina

La Polizia di Stato, attraverso la Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Milano, ha neutralizzato un presunto canale di rifornimento di stupefacenti individuando e fermando due persone coinvolte nello scambio di ingenti quantità di droga. Le attività investigative, basate su appostamenti e pedinamenti, hanno permesso di ricostruire movimenti, luoghi di stoccaggio e il momento dello scambio in un’area di servizio dell’hinterland bergamasco.

Nell’operazione sono stati posti sotto sequestro anche rilevanti importi in contanti, ritenuti pagamento della merce. Gli arrestati, entrambi stranieri, sono stati associati al carcere di Bergamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e vige la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale sentenza definitiva.

Il percorso delle indagini

Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su un uomo di 27 anni, di origine marocchina, osservando i suoi spostamenti su un SUV compatto utilizzato per i trasferimenti tra vari comuni. Tra i punti attenzionati è emerso un box a Vizzolo Predabissi, ritenuto luogo di deposito della merce. Durante i servizi di osservazione gli agenti hanno annotato frequenti soste e accessi a questo box, collegando i movimenti anche a un’abitazione nella zona di Castiraga Vidardo, dove l’indagato risultava dimorare saltuariamente.

Modalità operative

La tecnica investigativa ha privilegiato la vigilanza dinamica fatta di pedinamenti e controlli discreti: telefonate prolungate, spostamenti ripetuti e incontri in punti di sosta hanno suggerito l’esistenza di una trattativa in corso. Gli agenti hanno seguito il SUV quando ha lasciato l’area metropolitana dirigendosi verso la provincia di Bergamo, raccogliendo elementi utili a intervenire al momento opportuno senza compromettere l’operazione.

Il ruolo dell’autotrasportatore

All’area di sosta di Stezzano il 27enne ha avvicinato un tir con targa albanese, guidato da un uomo di 50 anni di nazionalità albanese. Qui è avvenuto lo scambio: dai borsoni dell’acquirente sono usciti sacchi con 270mila euro in contanti, mentre dalle borse del conducente del mezzo sono state consegnate sacche contenenti complessivamente 10 kg di cocaina e 17 kg di eroina. L’intervento degli agenti ha fermato immediatamente entrambe le persone, impedendo la conclusione della transazione.

Perquisizioni e sequestri aggiuntivi

A seguito dell’arresto in autostrada, gli investigatori hanno esteso le ricerche agli immobili e ai box collegati ai sospetti. Nell’abitazione utilizzata dal 27enne, nella provincia di Lodi, è stato trovato uno zaino contenente altri 2,5 kg di cocaina, mentre nel box segnalato a Vizzolo Predabissi è stata individuata un’autovettura berlina con un vano ricavato nel portapacchi e azionabile tramite meccanismo meccanico: al suo interno erano nascosti 3 kg di cocaina e circa 30mila euro in contanti. I quantitativi complessivi posti sotto sequestro arrivano così a 32,5 kg di sostanze tra cocaina ed eroina e a circa 300mila euro in contanti.

Modalità di occultamento

L’utilizzo di spazi di stoccaggio esterni come box e di intercapedini meccaniche nei veicoli dimostra come, secondo gli investigatori, fosse attuata una strategia per rendere difficoltose eventuali verifiche. Il ritrovamento del vano artefatto nella berlina è stato determinante per aumentare il carico probatorio e collegare materialmente i beni ai soggetti indagati.

Esiti giudiziari e considerazioni finali

I due uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e trasferiti al carcere di Bergamo. L’operazione conferma l’impegno della Squadra Mobile nella lotta allo spaccio e la necessità di coordinare attività investigative e perquisizioni mirate per disarticolare reti di approvvigionamento.

Rimane, però, centrale nei prossimi passi il lavoro della magistratura per verificare in dettaglio responsabilità e ruoli di ciascun indagato. Fino ad un’eventuale condanna definitiva opera a favore degli imputati la presunzione di non colpevolezza, principio che la normativa italiana tutela durante tutte le fasi del procedimento penale.

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