La prova con sei dispositivi e decine di agenti formati è stata valutata positivamente, ma servono chiarimenti supplementari richiesti dalla commissione

A Palazzo Marino si è discusso il futuro della dotazione del taser per la polizia locale di Milano dopo la presentazione della delibera di Giunta che propone la modifica del regolamento comunale. Il comandante Gianluca Mirabelli ha illustrato alla commissione congiunta Sicurezza-Affari Istituzionali l’esito della fase sperimentale durata sei mesi e conclusa a dicembre 2026, sottolineando risultati e modalità operative.
La discussione ha messo in luce un consenso di massima tra i gruppi ma anche la richiesta di ulteriori verifiche tecniche e orarie prima del passaggio definitivo in Aula consiliare.
Durante la sperimentazione sono stati acquisiti sei taser e formati 43 operatori del reparto radiomobile insieme a quattro istruttori, con l’obiettivo di valutare efficacia e sicurezza d’impiego. Il dispositivo selezionato, tra i più recenti, offre funzioni pensate per la de-escalation e non è stato mai utilizzato in modalità di sparo: secondo il comando ha avuto principalmente un ruolo di deterrente. Sul fronte sanitario è stato richiamato il protocollo con l’ATS per garantire tutela alla cittadinanza e agli agenti in caso di impiego reale.
Esito della sperimentazione e valutazioni tecniche
La relazione del comandante Mirabelli, supportata dall’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, ha definito «positiva» la prova sul campo, evidenziando come l’addestramento abbia introdotto nuove pratiche operative nel Corpo. Il dispositivo scelto è stato presentato come compatibile con strategie di gestione dell’ordine orientate alla limitazione della forza. Il fatto che durante i sei mesi di prova il taser non sia mai stato effettivamente impiegato è stato interpretato come indice del suo valore come deterrente, ma gli amministratori hanno comunque richiamato la necessità di dati ulteriori e di un monitoraggio continuo qualora la dotazione diventasse definitiva.
Modalità d’uso e protocollo operativo
Il protocollo illustrato prevede una progressione in quattro step prima del possibile uso del taser: la visibilità dell’arma (colore giallo per la riconoscibilità), l’estrazione, l’accensione del mirino laser e infine la simulazione della scintilla senza sparo, come fase deterrente. Questi passaggi sono stati pensati per ridurre l’escalation di violenza e tutelare sia l’agente sia la persona coinvolta. La componente formativa ha compreso simulazioni e procedure mediche concordate con l’ATS per intervenire in caso di necessità; il concetto di protocollo è centrale per evitare usi impropri.
Dibattito politico e voci in commissione
Il dibattito in commissione ha registrato un orientamento trasversale favorevole, pur con alcune riserve. Il presidente Michele Albiani ha definito la sperimentazione «non completa», richiamando l’assenza di test nelle ore serali e chiedendo approfondimenti; per questo è stato chiesto un nuovo passaggio in commissione prima del voto in Aula. Dalla maggioranza sono arrivati segnali di apertura: consiglieri del PD hanno espresso fiducia nella valutazione del comando e dell’assessore, mentre dalla Lega e da Fratelli d’Italia è stata sollecitata la rapida calendarizzazione della delibera per la discussione in Consiglio.
Sindacati, statistiche e argomentazioni favorevoli
I rappresentanti sindacali presenti in commissione hanno sostenuto l’introduzione del taser, sottolineando questioni di tutela degli operatori. È stato evocato un dato che fotografa la sostanziale esposizione a rischio degli agenti: secondo alcuni sindacati a Milano si registra un infortunio per aggressione ogni sei giorni, un elemento che per loro motiva la richiesta di uno strumento di difesa. D’altra parte, critici come il presidente della commissione hanno ribadito che «introdurre un’arma è una scelta importante», chiedendo garanzie su modalità e controlli.
Prossimi passaggi e possibili conseguenze
Il percorso amministrativo prevede ora un’integrazione documentale e un ulteriore esame in commissione prima che la proposta arrivi in Aula per la votazione finale del Consiglio comunale. L’assessore Granelli ha inserito il tema del taser in un più ampio piano di rafforzamento della polizia locale, che contempla anche l’assunzione di 500 nuovi agenti; questo quadro politico può influire sulla decisione definitiva. Se approvata, la dotazione comporterebbe l’istituzione di regole stringenti d’impiego e un monitoraggio continuo per verificarne l’efficacia come strumento di prevenzione e sicurezza urbana.





