La decisione del cda sulla Prima, i numeri del bilancio 2026 e il nuovo direttore musicale spiegati in modo chiaro

Il Teatro alla Scala di Milano è al centro di una serie di novità che coniugano scelte economiche e strategie artistiche. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consuntivo per il 2026, certificando un utile di circa 200 mila euro, e contemporaneamente ha deliberato un aggiornamento delle tariffe per la Serata inaugurale del 7 dicembre.
Queste decisioni segnano una fase in cui la fondazione cerca di bilanciare redditività, accessibilità e investimenti per la stagione.
Accanto ai numeri di conto, la governance ha formalizzato l’ingresso del maestro Myung-Whun Chung come nuovo direttore musicale, con un contratto che lo legherà alla fondazione fino al 2030. La nomina seguirà la Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly nelle date del 28 e 30 ottobre, e si inserisce in un quadro più ampio di cambiamenti organizzativi, inclusa la scadenza del mandato del sovrintendente Fortunato Ortombina nel 2030.
Bilancio 2026 e performance della biglietteria
Il rendiconto economico approvato dal cda mostra un teatro con segnali di crescita: il valore della produzione è salito a 133,2 milioni di euro e la biglietteria ha registrato ricavi per 36,5 milioni, un record rispetto all’anno precedente. Questi numeri sono accompagnati da un’elevata affluenza in sala, con un tasso di occupazione del 95% per l’opera e del 92% per la danza, indicatori che evidenziano una forte domanda e un miglioramento rispetto al passato recente. In questo contesto il cda sottolinea la necessità di diversificare le fonti di finanziamento per sostenere la programmazione.
Composizione delle entrate e sostenibilità
Nel bilancio 2026 la quota pubblica è diminuita e oggi rappresenta meno di un terzo delle entrate complessive, mentre i contributi privati pesano per il 20%, le sponsorizzazioni per il 13% e il fundraising per l’8%. Circa il 27% delle risorse proviene dalla biglietteria. Questi dati descrivono una fondazione che sta progressivamente rafforzando il proprio modello di sostenibilità economica, puntando su ricavi da spettacolo e partnership private per finanziare attività artistiche e progetti di sviluppo.
Aumento dei prezzi per la Prima e nuova fascia premium
Il cda ha deciso un aumento di circa il 10% per i posti più ambiti nella Prima del 7 dicembre: i posti di platea e le poltrone migliori dei palchi passeranno da 3.000 a circa 3.300 euro. Inoltre è stata introdotta una fascia premium che interesserà le sedute più prestigiose, come la prima fila assoluta e la fila M di platea, dove la spaziosità per le gambe è maggiore e la richiesta da parte del pubblico, in particolare dei turisti, è elevata. Per i titoli più noti l’incremento potrebbe portare i biglietti da 300 a 330-350 euro.
Motivazioni e obiettivi della rimodulazione
L’operazione tariffaria è stata pensata per creare ulteriore valore sulle poltrone top senza gravare sulle fasce più accessibili: l’intento dichiarato è di mantenere o contenere i prezzi popolari e destinare risorse aggiuntive a nuovi progetti di inclusione. La creazione della fascia premium riguarda una porzione limitata dei posti (circa il 10% nelle valutazioni del cda) e si inserisce in una strategia volta a sostenere la qualità artistica e la fruizione pubblica più ampia attraverso meccanismi di cross-subsidy.
Orizzonte artistico: la direzione musicale e le scelte future
La firma del contratto con Myung-Whun Chung sancisce un cambio di guardia sul podio: il Maestro succederà a Riccardo Chailly, che resterà in carica fino alla fine del 2026, e il nuovo incarico è previsto a partire dal 2027 con durata fino al 2030. Questa scelta viene letta come una garanzia di continuità artistica e come un elemento attrattivo per il pubblico internazionale. La programmazione futura dovrà confrontarsi con gli esiti economici già citati, con l’obiettivo di trasformare il buon risultato del 2026 in crescita stabile e sostenibile.
In sintesi, le decisioni approvate dal cda della Scala combinano elementi di gestione economica e visione artistica: dall’aggiornamento dei prezzi della Prima alla conferma di un direttore musicale di rilievo, passando per i dati positivi del bilancio 2026. Resta aperta la sfida di coniugare accessibilità e qualità, monitorando l’impatto delle nuove tariffe sulle platee e sul pubblico internazionale che frequenta il Teatro alla Scala.





