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Garden of the Hesperides all’Orto Botanico di Brera: mito, architettura e sostenibilità

Un percorso che reinventa il mito delle Esperidi con un portico, una meridiana e soluzioni di irrigazione integrate in dialogo con il paesaggio storico

Garden of the Hesperides all'Orto Botanico di Brera: mito, architettura e sostenibilità

L’Orto Botanico di Brera si trasforma in un palcoscenico in cui mito e progetto si incontrano: la proposta curata da INTERNI reinterpreta la leggenda del giardino delle mele d’oro in chiave contemporanea, offrendo ai visitatori un percorso che mescola architettura temporanea, arti visive e attenzione ambientale.

Il cuore dell’intervento è un lungo portico che attraversa la vegetazione, un elemento che ridefinisce il confine tra spazio costruito e natura preesistente, proponendo una lettura del giardino come luogo di narrazione e tempo sospeso.

Nel complesso si intrecciano riferimenti alla classicità e scelte progettuali moderne: la sequenza di archi e colonne sottili crea una prospettiva rigorosa che guida lo sguardo verso una meridiana, simbolo centrale dell’installazione. Accanto all’opera principale, altri interventi promuovono il dialogo tra tecnologia e paesaggio: sistemi di irrigazione integrati e materiali pensati per essere discreti contribuiscono a un modello di fruizione attento alla sostenibilità e alla conservazione degli alberi secolari.

Un mito reinventato nell’Orto Botanico

La narrativa scelta ricuce l’antico racconto delle Esperidi — ninfe custodi del frutto che dona immortalità — con un allestimento che evoca contemporaneamente sacralità e accessibilità. Le ninfe non sono semplici figure decorative: sono dipinte a mano e presentate all’interno di vetrine in acciaio autoportanti, collocate in formazioni circolari che rimandano a ruoli di custodia e sorveglianza. Questo dispositivo espositivo trasforma la rappresentazione pittorica in elemento scenografico protetto, capace di dialogare con la biodiversità del giardino senza prevaricarne l’ordine biologico.

Il progetto di Annabel Karim Kassar

La firma dell’installazione principale è quella di Annabel Karim Kassar, che ha collaborato con Rubner Haus, ABS Group e Valpaint per trasformare il mito in architettura effimera. Il portico bianco, disegnato con archi slanciati e colonne leggere, è pensato come un dispositivo di orientamento: protegge, crea attesa e conduce il pubblico verso la meridiana, punto di contatto tra tempo naturale e lettura progettuale. I materiali lignee e le finiture sono studiate per rispettare il contesto storico e per facilitare il montaggio e lo smontaggio con un impatto minimo sul suolo.

Tecnologia e sostenibilità integrate nello spazio verde

Accanto alla dimensione simbolica dell’intervento, trovano spazio soluzioni tecniche che rendono l’installazione un laboratorio pratico: sistemi di irrigazione a bassa visibilità, scelte materiche a minor impatto e accorgimenti per la manutenzione del suolo. L’installazione denominata “L’armonia è qui”, ideata da Irritec con il team creativo Davision, illustra come tecnologia ed estetica possano convivere: tubazioni, sensori e componenti operano in modo integrato e nascosto per garantire il benessere delle piante, al tempo stesso contribuendo all’immagine complessiva del giardino come spazio vivo e curato.

L’armonia è qui: irrigazione, design ed efficienza

Questa seconda installazione propone il concetto di design sostenibile applicato al verde urbano: gli elementi tecnici sono trattati come dettagli di progetto, non come ingombri funzionali. L’approccio privilegia soluzioni di alta efficienza idrica, materiali discreti e modalità d’intervento reversibili che rispettano la biodiversità esistente. Il risultato è un esempio pratico di come il progetto del paesaggio possa integrare innovazione senza alterare la percezione storica del luogo.

Brera come distretto e cornice del Fuorisalone

Il lavoro all’Orto Botanico è inserito nel palinsesto più ampio del Fuorisalone 2026 e della Brera Design Week, che vede il distretto consolidarsi come nodo fondamentale dell’evento: oltre 217 showroom permanenti e più di 200 espositori temporanei contribuiscono a un programma che supera le trecento iniziative tra mostre, installazioni e appuntamenti. In questo contesto, gli interventi site-specific come quelli dell’Orto Botanico enfatizzano il ruolo del progetto come strumento culturale capace di attivare relazioni tra pubblico, ambiente e comunità professionale.

La proposta curata da INTERNI all’Orto Botanico di Brera dimostra come il racconto storico possa essere riletto con linguaggi contemporanei: il percorso tra portico, ninfe esposte e meridiana offre una visita che è al tempo stesso esperienza sensoriale, riflessione sul tempo e modello operativo per pratiche di gestione sostenibile del verde urbano. Visitare queste installazioni significa capire come il design possa interpretare miti e trasformarli in strumenti di dialogo tra passato e presente.

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