Il dibattito sul gemellaggio con Tel Aviv ha acceso la contesa politica in consiglio comunale, con proteste in aula, slogan da tribuna e richieste di chiarimenti alla giunta guidata da Giuseppe Sala

La seduta del Consiglio comunale di Milano è diventata teatro di una forte protesta legata alla decisione di mantenere il gemellaggio con Tel Aviv, nonostante un ordine del giorno approvato in precedenza che ne chiedeva la sospensione. L’episodio ha visto protagonisti consiglieri, gruppi di attivisti e esponenti di diversi schieramenti politici, con uno scontro che ha costretto alla sospensione dei lavori e all’intervento della Polizia Locale per sgomberare l’aula.
La scintilla: l’aula interrotta e la protesta simbolica
Il momento della rottura è arrivato quando alcuni consiglieri di Europa Verde hanno scelto di abbandonare i banchi e posizionarsi al centro dell’emiciclo, esponendo una bandiera palestinese e indossando magliette con la scritta «Rispettate il Consiglio comunale. Stop al gemellaggio con Tel Aviv». Con questa azione hanno voluto evidenziare la mancata applicazione del provvedimento approvato sei mesi prima, che aveva chiesto la sospensione del rapporto di gemellaggio; la protesta si è propagata dalle tribune con attivisti che hanno intonato slogan come Stop al gemellaggio, Free Palestine e Dimissioni.
Interventi dalle tribune e presenze istituzionali
Alle proteste in aula si sono uniti militanti di Pro‑Pal e di Alleanza Verdi e Sinistra presenti in tribuna, e tra chi ha assistito ai fatti è stata segnalata la presenza dell’eurodeputata di Avs, Benedetta Scuderi. L’atmosfera è rapidamente degenerata in confusione quando esponenti del centrodestra hanno sfruttato il caos per esporre cartelli con la parola «coerenza» e chiedere le dimissioni del sindaco, contribuendo al clima di tensione che ha reso inevitabile la sospensione della seduta.
Le reazioni dei gruppi politici
La pandemia di polemiche si è allargata rapidamente ai banchi dei partiti. Dal fronte della maggioranza, la consigliera di Europa Verde Francesca Cucchiara ha accusato il sindaco Giuseppe Sala di aver ignorato la volontà del consiglio, definendo inaccettabile che la giunta non abbia rispettato l’orientamento dell’aula e annunciando che il suo gruppo non parteciperà più alle deliberazioni finché la questione non sarà chiarita. Cucchiara ha parlato di una frattura nella fiducia tra consiglio e giunta, ponendo la questione della necessità di rispetto delle decisioni assembleari.
Il punto di vista del Partito Democratico
Anche il Partito Democratico ha manifestato la propria irritazione: la capogruppo Beatrice Uguccioni si è presentata in aula con una maglietta recante la scritta «Give Respect – Get Respect» per sottolineare il valore del rispetto delle decisioni collettive. Uguccioni ha ricordato che l’atto votato in ottobre era chiaro e che la giunta ha scelto una strada diversa; ha però precisato di non voler ingaggiare una polemica permanente con l’amministrazione, pur riservandosi di compiere valutazioni politiche dentro e fuori dall’aula.
Le richieste dell’opposizione di centrodestra e le conseguenze
Dal versante della Lega il capogruppo Alessandro Verri ha parlato di scene «gravissime e indegne», accusando parte della maggioranza di alimentare un clima pericoloso. Verri ha chiesto al sindaco Giuseppe Sala di prendere una posizione netta, di decidere se mantenere i Verdi nella coalizione e, in caso contrario, di trarre le opportune conclusioni, arrivando a richiedere le dimissioni del primo cittadino. La sua dichiarazione ha sottolineato una lettura politica più ampia, che collega l’episodio al tema della sicurezza urbana e alla presunta incapacità di governo della maggioranza.
Implicazioni per la giunta e il dibattito pubblico
Di fronte a questo scontro, il sindaco aveva aperto alla possibilità di un nuovo voto in aula qualora il consiglio volesse ribadire la richiesta di sospendere il gemellaggio, ma la situazione di tensione ha reso difficile ogni dialogo immediato. La sospensione dei lavori e lo sgombero dell’aula da parte della Polizia Locale segnano una cesura nel confronto istituzionale e sollevano interrogativi sul futuro della coalizione municipale e sulla capacità degli organi cittadini di gestire vertenze di forte impatto simbolico e politico.
La vicenda lascia aperti molti nodi: da una parte il tema del rapporto con partner istituzionali internazionali, come il gemellaggio con Tel Aviv, dall’altra la tenuta interna alla maggioranza e il ruolo delle opposizioni nel trasformare un atto amministrativo in occasione di scontro. Il confronto continuerà nei prossimi passaggi istituzionali e politici, con la città e i suoi rappresentanti al centro del dibattito.





