×

Come Iperal ha recuperato 468 tonnellate di alimenti per le comunità lombarde

Iperal ha messo a sistema donazioni e pratiche anti-spreco: oltre 468.000 kg recuperati nel 2026 e una rete di 57 punti vendita attiva in otto province lombarde.

Il tema dello spreco alimentare torna al centro dell’attenzione grazie all’impegno di Iperal, che ha reso sistematico il recupero delle eccedenze destinate al consumo. In una nota datata mercoledì 22 aprile 2026 l’azienda ha illustrato i risultati delle collaborazioni con numerose associazioni del terzo settore, ottenuti nel pieno rispetto della Legge numero 155 sulla solidarietà sociale.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: impedire che prodotti ancora sicuri diventino rifiuti, trasformandoli invece in risorsa per chi è in difficoltà.

Il modello adottato unisce procedure interne di controllo con una catena logistica di consegna alle realtà caritative locali. Questo approccio combina il monitoraggio delle scadenze, politiche commerciali specifiche e un sistema di ritiro settimanale eseguito da volontari, per garantire che il cibo mantenga condizioni idonee alla distribuzione. Così facendo, Iperal coniuga responsabilità ambientale e supporto sociale, limitando l’impatto dei negozi sul territorio e aumentando la disponibilità per i soggetti fragili.

La rete di recupero e i numeri raggiunti

Nel corso dell’anno 2026 il gruppo ha recuperato oltre 468.000 kg di prodotti alimentari, con un valore economico complessivo che supera i 728.000 euro. La raccolta non è stata concentrata in un unico punto, ma distribuita attraverso i 57 supermercati attivi nella regione, permettendo una copertura capillare. Questo modello decentralizzato favorisce la tempestività nelle operazioni di ritiro e distribuzione, elementi fondamentali quando si lavora con prodotti freschi e refrigerati.

Tipologie di prodotti donate

Le categorie coinvolte comprendono dall’ortofrutta confezionata ai prodotti da banco frigo, passando per scatolame dolce e salato. Il criterio guida è la sicurezza alimentare: si interviene su articoli che hanno superato il termine minimo di conservazione ma risultano ancora adatti al consumo. Questa distinzione pratica contribuisce a evitare sprechi inutili preservando la dignità di chi riceve le donazioni, perché i prodotti vengono selezionati e controllati prima della consegna.

Funzionamento operativo e ruolo dei volontari

Il sistema si regge su una collaborazione stabile con organizzazioni come il Banco Alimentare e le Acli in Valcamonica, oltre a numerosi gruppi di volontari locali. Questi operatori effettuano ritiri con cadenza settimanale, gestendo il trasporto e la consegna in modo da salvaguardare la catena del freddo quando necessario. L’organizzazione logistica è pensata per minimizzare i tempi tra il ritiro nei punti vendita e la consegna alle strutture caritative, un fattore che determina la qualità dei prodotti consegnati.

Copertura territoriale

La rete interessa otto province lombarde, con risultati variabili a seconda della densità di punti vendita. La Brianza si distingue con oltre 117.000 kg recuperati, seguita dall’area di Bergamo con 92.000 kg. Le province di Como e Sondrio superano le 70 tonnellate, mentre Brescia registra oltre 52 tonnellate; Lecco e Milano contribuiscono proporzionalmente alla loro presenza commerciale. Questa distribuzione dimostra come un sistema diffuso possa adattarsi alle esigenze locali pur restando coordinato a livello aziendale.

Prevenzione delle eccedenze e iniziative per i consumatori

Oltre alla redistribuzione, Iperal adotta azioni preventive per ridurre la formazione di spreco: il monitoraggio quotidiano delle date di scadenza e la messa in campo di promozioni mirate sono parte della strategia. Una leva commerciale molto visibile è l’iniziativa “Bollone 50%”, che propone articoli prossimi alla scadenza a metà prezzo, incoraggiando un comportamento d’acquisto più consapevole. Queste misure non solo limitano gli scarti ma offrono anche vantaggi economici ai clienti.

In sintesi, la pratica consolidata da Iperal rappresenta un esempio di integrazione tra gestione aziendale e responsabilità sociale: combinando controlli interni, partnership con il terzo settore e campagne rivolte ai consumatori, l’azienda ha trasformato le eccedenze in opportunità concrete per le comunità lombarde. Il modello dimostra che, se coordinati, processi logistici e iniziative commerciali possono diventare strumenti efficaci per affrontare lo spreco alimentare su scala locale.

Leggi anche