×

Casa di Comunità a Sesto San Giovanni: servizi e sfide per la sanità territoriale

Presentata la Casa di Comunità di via Oslavia a Sesto San Giovanni: struttura gestita da ASST Nord Milano, aperta sette giorni su sette e progettata per la medicina di prossimità

Casa di Comunità a Sesto San Giovanni: servizi e sfide per la sanità territoriale

La città di Sesto San Giovanni ha inaugurato ufficialmente la Casa di Comunità in via Oslavia 1, una struttura concepita per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. Operativa dal 16 marzo 2026 e presentata con una cerimonia pubblica il 16 aprile 2026, la nuova sede occupa l’edificio dell’ex Ufficio Igiene ed è stata ristrutturata con un investimento superiore ai 4 milioni di euro.

Il progetto rientra nella riorganizzazione della sanità territoriale lombarda e si pone l’obiettivo di rafforzare la medicina di prossimità per alleggerire la pressione sugli ospedali.

Nei primi giorni di attività la struttura ha già registrato un numero consistente di accessi, segno della sua centralità per il territorio. Gestita dall’ASST Nord Milano, la Casa è stata pensata come un hub integrato di servizi sanitari e sociosanitari: l’organizzazione prevede percorsi amministrativi, assistenziali e preventive per rispondere sia a bisogni quotidiani che a necessità più specifiche. Il trasferimento di alcuni servizi ospedalieri nella sede mira anche a ottimizzare spazi e flussi.

La gamma di servizi e l’accesso alla popolazione

La Casa di Comunità offre già un ventaglio articolato di prestazioni: dagli sportelli per la scelta e revoca del medico al Punto unico di accesso (Pua) con il coinvolgimento di infermieri di famiglia e assistenti sociali, passando per il centro prelievi, la medicina legale, l’Assistenza protesica e riabilitativa, fino alla continuità assistenziale. La sede ospita anche il centro vaccinale trasferito dall’ospedale cittadino e una innovazione segnalata dai tecnici: la cosiddetta capsula della salute, un dispositivo per check-up veloci e gratuiti che amplia l’offerta di prevenzione.

Orari, accessibilità e primi numeri

La Casa è operativa sette giorni su sette con l’intento di essere un punto di riferimento stabile: in poche settimane sono stati registrati oltre 5.000 accessi, valore che sottolinea la domanda di servizi territoriali in un’area densamente popolata come Sesto. L’organizzazione punta a ridurre la burocrazia e a facilitare i percorsi di cittadinanza sanitaria, integrando professionisti sanitari e sociali per una risposta multidisciplinare e più rapida.

Obiettivi strategici e ruolo nel sistema locale

Per la direzione dell’ASST Nord Milano la nuova Casa di Comunità è un tassello fondamentale della riforma territoriale: secondo il direttore generale, l’ambiente garantisce una maggiore vicinanza tra servizi e persone e consente di valorizzare il lavoro dei professionisti. L’intento è che strutture come questa contribuiscano a una riduzione dei ricoveri non urgenti e a una programmazione più efficace delle attività preventive, inserendosi come presidio stabile nella rete di cura locale.

Integrazione con servizi ospedalieri

Il trasferimento di funzioni come il centro vaccinale mira anche a liberare spazi ospedalieri per attività specialistica, favorendo un migliore utilizzo delle risorse complessive. L’approccio promosso è quello di un sistema a più livelli, dove la Casa di Comunità si occupa della presa in carico iniziale e della gestione quotidiana, mentre l’ospedale resta dedicato all’assistenza specialistica e alle emergenze.

Criticità aperte: risorse e personale

Nonostante l’entusiasmo per l’apertura e gli investimenti, permane una criticità centrale: la dotazione di personale. Le difficoltà di bilancio sui capitoli del personale dell’ASST Nord Milano sono state segnalate come un rischio concreto che potrebbe limitare la piena operatività della Casa. Il tema è stato oggetto di confronto politico regionale, con voci critiche e risposte dell’amministrazione. L’equilibrio tra strutture moderne e disponibilità di professionisti resta quindi un nodo da sciogliere.

All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e politici locali, tra cui il sindaco Roberto Di Stefano, il direttore dell’ATS Milano Silvano Casazza e il presidente del Consiglio regionale Federico Romani, oltre al consigliere regionale Riccardo Pase che ha sottolineato l’importanza del presidio. Sul fronte politico è emersa anche la preoccupazione di alcuni consiglieri per le risorse necessarie a garantire la continuità dei servizi, aprendo un tavolo di discussione sulla sostenibilità a medio termine.

La nuova Casa di Comunità di via Oslavia si presenta dunque come una realtà concreta per rafforzare la medicina di prossimità e migliorare l’accesso ai servizi sociosanitari, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di mantenere livelli adeguati di organico e finanziamento. Se riuscirà a consolidare le attività previste, potrà diventare un modello replicabile per altri territori che puntano a una sanità più vicina e integrata con il tessuto sociale.

Leggi anche