A San Michele Arcangelo un funerale partecipato ha ricordato Carlo Monguzzi come figura storica dell'ambientalismo e voce critica per lo sviluppo sostenibile della città

Il cuore di Precotto ha ospitato il commiato a Carlo Monguzzi, figura storica dell’ambientalismo cittadino. La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Michele Arcangelo, dove il feretro, accompagnato dalla musica della Banda degli Ottoni, ha ricevuto omaggi e testimonianze da un pubblico numeroso che non ha potuto tutti entrare in chiesa.
Monguzzi è scomparso dopo una breve malattia, lasciando un segno nelle lotte civili e ambientali della città.
Sul sagrato, accanto a cittadini e amici, sono emersi simboli che raccontano il suo percorso: fotografie delle manifestazioni a cui partecipava, cartelli con slogan e molte bandiere della Palestina. Sul feretro è stata posta una foto che lo ritrae sorridente con il pugno alzato, immagine che sintetizza il suo impegno morale e pubblico. Questi elementi hanno scandito un ricordo collettivo dove la memoria personale si è fusa con quella politica.
Una cerimonia partecipata tra musica e segni
All’arrivo del corteo, la Banda degli Ottoni ha salutato il feretro, dando un tono solenne e familiare alla celebrazione. Il sagrato è rimasto pieno di persone che hanno seguito la funzione dall’esterno, tenendo cartelli e bandiere. La presenza di queste bandiere, in particolare quelle della Palestina, ha trasformato il rito funebre in un momento che univa il ricordo personale alle posizioni politiche e internazionali che Monguzzi aveva spesso sostenuto nelle piazze.
I simboli e le immagini
I supporti visivi sono stati centrali: le foto che lo ritraggono nelle manifestazioni, il pugno alzato sulla fotografia posta sul feretro e i cartelli distribuiti dai presenti hanno raccontato una biografia di impegno. Questi segni hanno reso tangibile la percezione di una vita spesa in prima linea per cause ambientali e sociali. La scelta di esporre immagini forti ha permesso ai presenti di riconoscere immediatamente il protagonista della giornata.
Le istituzioni accanto alla comunità
Alla funzione hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Il sindaco Giuseppe Sala è intervenuto con la fascia tricolore, presente insieme a consiglieri comunali e membri della Giunta, tra cui Elena Grandi, Lamberto Bertolé e la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi. Anche la consigliera di Europa Verde Francesca Cucchiara era presente, confermando il legame politico e umano che univa Monguzzi a una pluralità di soggetti istituzionali e civici.
Altri partecipanti di rilievo
Tra i volti notati in chiesa anche l’assessore regionale Romano La Russa, il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, il segretario del PD Milano Alessandro Capelli, il deputato Emanuele Fiano, il presidente dell’Anpi Primo Minelli e il portavoce del comitato Famiglie Sospese Filippo Borsellino. È stata così visibile la natura trasversale del lutto, che ha messo insieme rappresentanti di diverse forze e associazioni.
Il ricordo e il monito di Angelo Bonelli
Nel corso del commiato, Angelo Bonelli ha ricordato Monguzzi come uno dei fondatori della Federazione dei Verdi, richiamando la lunga storia politica che risale alla fusione delle liste verdi e dei Verdi Arcobaleno del 1990. Bonelli ha sottolineato la perdita di «una parte di storia» e ha evidenziato la coerenza che ha contraddistinto l’azione di Monguzzi, invitando a considerare con attenzione le critiche che l’ex consigliere aveva rivolto all’amministrazione cittadina.
Critiche, sostenibilità e memoria
Bonelli ha richiamato il tema della città in crescita che talvolta trascura la sostenibilità ambientale e sociale, definendo le osservazioni di Monguzzi «puntuali» e, alla luce di indagini giudiziarie, in parte confermate. Il messaggio giunto dal funerale è stato dunque duplice: commemorare una figura storica e usare il suo esempio per stimolare una riflessione pratica sulle scelte urbanistiche e amministrative future.
Un’eredità civile e politica
La cerimonia a Precotto ha messo in luce non solo il dolore per la scomparsa ma anche l’impronta lasciata da Monguzzi nel dibattito cittadino. Per molti, la sua figura rimane un punto di riferimento per l’impegno civile, la tenacia e la coerenza politica. L’invito finale rivolto ai presenti e alle istituzioni è stato quello di trasformare il ricordo in azione concreta, ascoltando e valutando le critiche che lui ha sempre posto con rigore.
Nel complesso, il funerale di Carlo Monguzzi è stato un momento di convergenza tra memoria personale e impegno collettivo, un’occasione per ribadire la necessità di politiche che tengano insieme sviluppo urbano e tutela dell’ambiente. La città ha risposto con partecipazione, proponendo così un ultimo saluto che riflette la complessità e la forza della sua eredità.





