Un operaio di 37 anni ha perso la vita nello stabilimento MondoSD di Bernate Ticino: le autorità indagano per chiarire le cause dell'incidente

Il 20 febbraio 2026 un operaio di 37 anni, Zeeshan Ashraf, ha perso la vita in un incidente nello stabilimento MondoSD di Bernate Ticino, in via delle Vallogge di Sotto. La scoperta dell’accaduto ha subito mobilitato soccorsi e forze dell’ordine, che sono intervenuti sul posto per i rilievi e le prime verifiche.
Cosa è successo
Secondo i primi accertamenti, Ashraf è rimasto coinvolto mentre stava operando su un macchinario: testimoni e colleghi riferiscono che l’uomo sarebbe stato risucchiato da una tramoggia durante le normali attività produttive. Le circostanze precise sono ancora in fase di ricostruzione e saranno chiarite dagli inquirenti.
L’intervento di emergenza
I colleghi presenti hanno immediatamente fermato la macchina e hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i mezzi del 118 — ambulanza e automedica — oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Magenta e alla Polizia Locale. Nonostante la rapidità degli operatori sanitari, il personale medico ha constatato il decesso sul luogo.
Le indagini in corso
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo e le autorità hanno avviato una serie di approfondimenti: la Polizia Locale ha eseguito rilievi tecnici per documentare la scena, mentre gli ispettori dell’Ats stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza e lo stato di manutenzione degli impianti. Saranno acquisite anche le procedure aziendali, i registri di manutenzione, i turni di lavoro e le testimonianze dei presenti per ricostruire la catena degli eventi.
Punti sotto esame
Gli investigatori si concentreranno su aspetti chiave quali l’efficacia dei dispositivi di protezione (paratie, arresti d’emergenza), le modalità di accesso alle tramogge e la formazione del personale. Dalle verifiche emergerà se vi siano omissioni tecniche o gestionali che abbiano contribuito alla tragedia.
Reazioni e impatto
La morte di Ashraf ha colpito profondamente colleghi, familiari e la comunità locale. Sindacati e rappresentanti dei lavoratori chiedono chiarimenti e misure più stringenti sulla sicurezza negli stabilimenti dedicati al recupero e alla rigenerazione delle materie plastiche. La vicenda ha riaperto il dibattito sul delicato equilibrio tra produttività e prevenzione: investire in formazione, manutenzione e controlli periodici è ora presentato come una priorità per evitare nuovi incidenti.
Prossimi passi
Le indagini proseguiranno con ulteriori sopralluoghi tecnici, acquisizione di documentazione aziendale e audizioni. I risultati degli accertamenti serviranno a stabilire eventuali responsabilità penali o amministrative e orienteranno le decisioni su interventi tecnici e organizzativi da adottare per migliorare la sicurezza nello stabilimento.
La collaborazione tra soccorritori, forze dell’ordine e enti ispettivi sarà cruciale per chiarire quanto accaduto e per evitare che simili tragedie si ripetano.





