9 Settembre 2026 ☁ 21° Allerta arancione · temporali · fino 10 Settembre 01:59

Trapianto fallito a Napoli: la morte del bambino e le indagini sul cuore danneggiato

si è spento il bimbo di due anni che aveva ricevuto un cuore danneggiato durante il viaggio da Bolzano a Napoli: emergono errori sul contenitore, uso di ghiaccio secco e deficit comunicativi in sala operatoria

Trapianto fallito a Napoli: la morte del bambino e le indagini sul cuore danneggiato

Un bambino ricoverato al Monaldi di Napoli è morto la mattina del 21 febbraio 2026 dopo il fallimento di un trapianto di cuore. Fin dalle prime fasi dell’intervento erano emerse criticità che hanno poi portato al decesso; subito sono scattate indagini interne e della magistratura, mentre la famiglia chiede chiarezza sulle cure ricevute.

La madre, Patrizia Mercolino, di Buscate, è rimasta accanto al figlio fino all’ultimo. Nei giorni precedenti, il 20 febbraio 2026, era stato deciso lo stop alle terapie giudicate sproporzionate. Da quel momento la Procura e gli audit ospedalieri hanno avviato verifiche dettagliate per ricostruire ogni passaggio clinico e organizzativo.

Il cuore destinato al trapianto era stato reso disponibile in seguito al consenso della famiglia del donatore: il tramite e il prelievo sono avvenuti verso fine dicembre. L’organo è stato inserito in un contenitore termico per il trasporto, ma durante la preparazione è saltato fuori un problema pratico: mancava ghiaccio sufficiente. Per integrare la confezione è stato usato un materiale che, nelle ricostruzioni iniziali, “sembrava ghiaccio normale”.

Le indagini sono ora concentrate proprio su quell’elemento: chi ha scelto quel materiale e perché. Si cerca di capire se si sia trattato di una soluzione improvvisata all’ultimo momento o di un errore più sistematico nelle procedure di conservazione e trasporto degli organi.

Dai successivi accertamenti è emerso il dettaglio che sembra aver compromesso tutto: al posto del ghiaccio d’acqua, che mantiene gli organi intorno ai 4 °C, nel contenitore era stato utilizzato ghiaccio secco. Questo raggiunge temperature molto più basse e non è compatibile con la conservazione di un cuore: il freddo eccessivo ha provocato un congelamento parziale dell’organo. All’arrivo a Napoli, il cuore era praticamente inglobato in un blocco di ghiaccio e quindi gravemente danneggiato.

In sala operatoria il primario aveva già eseguito la cardiectomia, ossia l’asportazione del cuore malato del piccolo, in attesa dell’organo donato. Solo dopo quel gesto si è capito che il trapianto non sarebbe stato possibile: il cuore donato risultava bloccato dal ghiaccio e non si poteva estrarre con facilità. I chirurghi hanno impiegato minuti preziosi per liberarlo dai sacchetti sterili e tentare comunque l’impianto, ma quei minuti — secondo la relazione interna — hanno inciso sulle possibilità di successo. La relazione segnala ritardi e carenze nella comunicazione tra chi aveva seguito il trasporto e l’équipe in sala operatoria; le indagini stanno verificando se sono stati rispettati i protocolli di conservazione previsti.

Un altro nodo riguarda l’autorizzazione alla cardiectomia. Il primario riferisce di aver interpretato un “sì” come via libera alla procedura; gli altri operatori presenti non confermano di aver dato un consenso esplicito. La relazione parla di un vuoto comunicativo e di omissioni nella catena decisionale che hanno contribuito all’esito tragico.

Dopo i ripetuti tentativi rianimatori e l’utilizzo di Ecmo il bambino non ha ripreso una funzione cardiaca efficace. Nonostante ore di manovre e supporto meccanico, le condizioni non sono migliorate. Un comitato di esperti — con specialisti da Padova, Bergamo, Torino e Roma — ha poi stabilito che il paziente non era idoneo a un nuovo trapianto.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per chiarire responsabilità e dinamiche; la famiglia, assistita da un avvocato, ha presentato una denuncia per lesioni colpose l’11 gennaio 2026. Le verifiche proseguono con acquisizioni documentali e audizioni del personale sanitario coinvolto, mentre la comunità attende risposte sulle falle emerse nella catena del trapianto.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
2013
Gran Premio d'Italia 2013