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Il Museo del ‘900 raddoppia: via libera alla passerella removibile

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Sonia Calzoni è il capo progettista della passerella presentata a Milano per unire i due arengari del Museo del 900.

Ampliamento Museo del '900

L’ampliamento del Museo del ‘900 vede vincitore il progetto dell’architetto Sonia Calzoni.

Museo del ‘900: il progetto

Il secondo arengario di piazza del Duomo ospiterà la collezione d’arte contemporanea. Per collegarlo al Museo del ‘900 sono state proposte due soluzioni: un collegamento aereo rimovibile che salvaguardi la “visuale” di Torre Martini oppure l’apertura del basamento alla città.

Durante la presentazione del progetto vincitore, l’architetto ha chiarito “Il collegamento aereo, oltre ad essere un ‘belvedere’, installerebbe le comunicazioni visive del museo rivolte alla città. L’intervento è totalmente reversibile, è una macchina scenica”. E ha aggiunto “Sono molto contenta di offrire alla città l’estensione del Museo del ‘900. A Milano sono nate correnti artistiche internazionalmente riconosciute e, quindi, questo va nella strada della tradizione della nostra città. In questo momento di ripresa dopo la pandemia, ripartire dalla cultura è di buon auspicio e un’attenzione prioritaria per la città.

Il nostro progetto intende riunire, in un unico organismo, il Museo del ‘900″.

Museo del ‘900: la contestazione della Sovrintendenza

L’idea di unire gli arengari tramite l’utilizzo della passerella era stata contestata dalla Sovrintendenza, a causa dell’interferenza visiva da piazza Scala a piazza Diaz, attraverso la Galleria Vittorio Emanuele, piazza Duomo e via Marconi. Ciò nonostante, Palazzo Marino aveva deciso di proseguire con l’indicazione ai progettisti di considerare sia la passerella aerea che una soluzione alternativa.

Museo del ‘900: il commento di Sala

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha spiegato “Il primo segno positivo sta nella testimonianza della nostra voglia di andare avanti e riprenderci. È una profonda e concreta dimostrazione di cosa voglia dire l’alleanza pubblico-privato. Ringrazio la Fondazione Pasquinelli che donerà cinque milioni di euro e contribuirà con opere di Balla, Boccioni, De Chirico e altri. Tutti sappiamo che la città dovrà cambiare in meglio, ma non dobbiamo perdere parte delle nostre qualità che hanno fatto grande la città e portato lavoro.

La reputazione internazionale e gli effetti sul turismo sono un valore vero, quante categorie lavorano più e meglio con i turisti? Alcune cose le dobbiamo recuperare integralmente, altre dovremo cambiarle, ma sarà questo mix a farci ripartire”. E ha aggiunto Una città, nella sua complessità, merita tantissima cura. Tutti noi abbiamo in mente quelle che, a nostro parere, dovrebbero essere le priorità. In questa necessaria cura di tutta la città, dal cartello storto ad altro, è necessario tutto, ma la cultura gioca un ruolo fondamentale, non ce n’è mai troppa. In questi precisi giorni in cui il mondo rialza la testa, un segno così importante nel credo assoluto di Milano verso la cultura è qualcosa di molto buono. Ieri è stata una giornata felice per l’Italia, oggi facciamo ‘doppietta’”.

Museo del ‘900: il commento di Pierfrancesco Maran

L’assessore all’urbanistica, Pierfrancesco Maran, ha commentato “E’ un progetto da Campioni d’Europa perché rappresenta la voglia di questa città di andare oltre. L’idea che progetti così qualificanti avvengano attraverso un processo di selezione andrebbe posta come regola per tutti i grandi progetti. E poi è stato importante creare le condizioni per arrivarci: è stato possibile anche per un grande lavoro di riorganizzazione degli spazi pubblici della città. In questo momento nel secondo arengario si trovano gli uffici dell’assessorato allo sport, non sarà più così anche perché negli ultimi due mesi abbiamo concentrato diciassette sedi diverse del Comune in due edifici da noi acquistati al Corvetto e alla Bovisa. Questo vuol dire che duemila lavoratori ora lavorano insieme e abbiamo liberato spazi. L’attenzione al mondo della cultura e il legame tra cultura e crescita economica era essenziale: così liberiamo questi spazi per allargare il Museo del 900. Quest’idea di muoverci verso il contemporaneo l’avevamo, ma dieci anni fa abbiamo rinunciato perché non c’erano queste collaborazioni e spazi”.

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