Olimpia Milano ha vinto il 32° scudetto il 18 giugno al Taliercio di Mestre battendo la Reyer Venezia 86-72, chiudendo la serie sul 3-1. Il successo completa il triplete nazionale dopo Supercoppa e Coppa Italia.
Il risultato pesa per la dimensione del progetto tecnico e per la capacità del gruppo di ribaltare un avvio di stagione non dominante in regular season. L’aggiornamento integra il quadro della serie e dei protagonisti: Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.
La gara decisiva del 18 giugno al Taliercio
Gara-4 ha visto Milano prendere il controllo già nel primo tempo, chiuso sul 45-40 grazie a una tripla sulla sirena di Quinn Ellis. Nel terzo quarto l’accelerazione è arrivata con i canestri di Armoni Brooks fino al 68-56. Venezia ha provato a rientrare nell’ultimo periodo, ma l’Olimpia ha gestito i possessi chiave con esecuzione e difesa.
Brooks è stato nominato MVP della partita con 15 punti e 3 triple, affiancato dai 15 punti (con 3 triple) di Nemanja Guduric. Impatto sostanziale anche per David LeDay (9 punti e 3 stoppate) e Kevin Nebo (10 punti e 8 rimbalzi), a conferma della profondità del roster. Per Venezia, RJ Cole ha chiuso con 17 punti, Amedeo Tessitori con 15 e 10 rimbalzi, e Justin Bowman con 12.
La serie, i punteggi e il percorso verso il titolo
La finale si è aperta con due vittorie nette dell’Olimpia al Forum di Assago: 100-80 in gara-1 e 92-79 in gara-2, che avevano indirizzato la serie. La Reyer ha reagito in gara-3 a Mestre imponendosi 109-97 allungando la sfida e mostrando la propria qualità offensiva. Il quarto atto, sempre al Taliercio, ha riportato l’inerzia dalla parte di Milano con l’86-72 che ha chiuso i conti sul 3-1.
Il cammino complessivo di Milano in Italia è stato lineare nelle coppe e più articolato in campionato. La squadra ha aggiunto alla bacheca la Supercoppa Italiana a settembre e la Coppa Italia a febbraio. In regular season l’Olimpia ha chiuso al terzo posto, dietro una Virtus Bologna prima della classe. Nei playoff, formula al meglio delle cinque, Milano ha superato la Reggiana 3-0 ai quarti e Brescia 3-1 in semifinale, prima dell’atto conclusivo con Venezia.
Gli uomini chiave e il cambio in panchina
Il titolo ha evidenziato il valore medio del roster e l’impatto degli esterni. Armoni Brooks guardia con trascorsi NBA, è stato determinante nelle fasi calde ed è stato riconosciuto come miglior giocatore della regular season e dei playoff. Leandro Bolmaro ha aggiunto versatilità su entrambi i lati del campo, mentre il capitano Giampaolo Ricci ha portato leadership ed esperienza, arricchendo il proprio palmarès con il quinto titolo.
La gestione tecnica è passata a stagione in corso nelle mani di Giuseppe Poeta subentrato a Ettore Messina di cui era vice. Poeta, 40 anni, aveva già maturato esperienza da assistente a Milano e in nazionale, oltre a una stagione da head coach a Brescia culminata con la storica finale scudetto del club. Dopo la finale persa contro Brescia l’anno scorso, ha guidato l’Olimpia al tricolore, valorizzando profondità, difesa perimetrale e letture a metà campo.
La serie ha confermato la capacità del gruppo di alternare protagonisti senza perdere continuità. In gara-4, oltre al contributo di Brooks e Guduric sul perimetro, si sono visti gli interventi al ferro di Nebo e la protezione del pitturato di LeDay elementi chiave nella gestione dei parziali. Dall’altra parte, la prestazione corale di Venezia in gara-3 ha tenuto aperta la contesa prima dell’atto finale.
L’insieme dei risultati sigilla un’annata completa sul piano nazionale per Milano, che ha mostrato tenuta mentale dopo una regular season meno dominante. La chiusura 3-1 in finale, con l’86-72 del Taliercio, allinea il conto dei trofei italiani della stagione a tre e consolida l’assetto tecnico-variazionale introdotto dalla nuova guida in panchina.



