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Corvetto, il coprifuoco non ferma racket e risse: continuano spaccio e occupazioni

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Domenica notte un ragazzo di 26 anni, originario del Salvador, è stato accoltellato da un connazionale all'uscita del "Club 71" (ex "Mosquito"), in via Toffetti. Leggiamo sul Corriere che sempre lì il 21 agosto scorso un gruppo di giovani aggredì un vigile urbano intervenuto per fermare il pestaggio di un cittadino maghrebino.

Il Corvetto, una delle zone in cui il Comune ha introdotto il coprifuoco per kebab e call center, resta quindi un quartiere molto caldo. Il vicesindaco Riccardo De Corato invece spara numeri sull'ardita lotta alla 'movida rumorosa'. Strane priorità a Milano.

Intanto che l'Amministrazione dà la caccia ai pericolosissimi dj abusivi che spacciano decibel, pochi passi più in là tra via Polesine e via Ravenna, via Fabio Massimo e via Marochetti, gli italiani legati alle cosche controllano indisturbati il racket delle abitazioni e fanno affari con i trafficanti di droga africani come leggiamo su Repubblica.

Le ronde contro i pericolosi negozi di kebab non servono a togliere potere ai clan. Resiste il racket degli alloggi popolari, soprattutto nella parte sud di via Ravenna, continua Repubblica.

C'è chi è sempre informato sugli sfratti, sugli anziani che stanno andando in ospedale o che muoiono. Rispetto a via Padre Luigi Monti, passateci il termine, si 'risparmia': si va dai 500 euro ai 1.500.

Quando si paga si compri il 'pacchetto': nel prezzo sono compresi anche gli uomini che arrivano a sfondarti la porta.

Le famiglie controllano decine di appartamenti. Gli sfratti sono pochissimi e spesso, come accade purtroppo a Milano, riguardano madri e bambini. Quasi mai gli uomini del racket. Gli investigatori che da anni controllano il quartiere conoscono molto bene l'elenco dei caseggiati e i nomi dei clan (napoletani, pugliesi e calabresi). Quindi non basta il coprifuoco a risolvere i problemi di Milano.

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