Al policlinico Niguarda di Milano è partita una sperimentazione che utilizza droni per il trasporto rapido di campioni biologici, provette e farmaci urgenti. L’iniziativa nasce dall’esperienza dell’ospedale come sede medica per i Giochi invernali e si configura come un lascito operativo volto a snellire la logistica interna e i collegamenti tra strutture diverse. Il progetto punta a tempi di trasferimento di pochi minuti, con un processo coordinato dal Command center dell’ospedale e pilotato in modalità Bvlos (beyond visual line of sight).
In un contesto urbano come Milano, dove il traffico e la complessità degli spostamenti possono rallentare interventi diagnostici o la somministrazione di farmaci salvavita, il ricorso a mezzi aerei leggeri rappresenta una soluzione orientata alla velocità e alla sicurezza. La sperimentazione integra tecnologie, procedure operative e un quadro autorizzativo costruito insieme alle autorità competenti per garantire un impiego stabile e ripetibile dei veicoli a pilotaggio remoto.
Sperimentazione al Niguarda: come funziona il servizio
Quando un reparto necessita di una consegna urgente, la richiesta viene inoltrata al Command center, la centrale operativa interna che organizza e monitora le missioni. Il personale sanitario prepara il materiale — provette, campioni o farmaci — e lo colloca in un contenitore dedicato a bordo del drone. Il velivolo viene quindi inviato in volo controllato da operatori qualificati che seguono la missione in Bvlos, monitorando rotta, altitudine e sicurezza fino all’atterraggio o alla consegna puntuale al reparto destinatario. L’intero processo è pensato per richiedere soltanto pochi minuti, riducendo notevolmente i tempi rispetto al trasporto su strada o ai trasferimenti interni via mezzi tradizionali.
Tempi e vantaggi operativi
Il punto di forza dichiarato del sistema è la rapidità: in città e nei territori impervi, come le aree montane, il fattore tempo può influire su diagnosi e terapie. Grazie ai droni si prevede non solo un’accelerazione delle consegne, ma anche una diminuzione dei rischi legati al traffico e alle condizioni stradali. Questo servizio si affianca a sistemi già utilizzati dall’ospedale, come la posta pneumatica e la movimentazione interna su binari, creando una rete logistica multimodale per i materiali critici.
Autorizzazioni e partner tecnologici coinvolti
La sperimentazione è stata possibile grazie all’autorizzazione dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e alla collaborazione della Prefettura di Milano. Sul piano tecnologico operano due partner principali: Impianti Spa, che si occupa dell’integrazione operativa dei droni, delle procedure di monitoraggio e della formazione degli operatori, e StradaAi, coinvolta nello sviluppo dei corridoi aerei digitali denominati U-space. Questi corridoi rappresentano un tassello strategico per creare rotte gestite digitalmente che consentano il passaggio regolare e sicuro di materiali sanitari tra ospedali e presidi sanitari.
Il modello operativo prevede inoltre una stretta supervisione e test continuativi: la fase sperimentale proseguirà nei mesi successivi con il supporto dell’ENAC per perfezionare ogni componente, dalla sicurezza dei voli alle procedure di stoccaggio e consegna. L’obiettivo è estendere progressivamente il raggio d’azione dei droni, includendo aree montane e collegamenti interospedalieri più distanti, con primi risultati operativi attesi nel corso del periodo di test previsto.
Formazione, sicurezza e sostenibilità
La gestione del progetto include azioni di formazione per il personale sanitario e gli operatori di volo e l’adozione di protocolli rigorosi per il monitoraggio. Impianti Spa sottolinea che l’integrazione di procedure, monitoraggio e formazione è fondamentale per trasformare la tecnologia in un servizio sostenibile e trasparente. Dal punto di vista ambientale, i droni rappresentano una soluzione a basso impatto rispetto ai trasporti su strada, contribuendo a ridurre emissioni e congestione nel perimetro ospedaliero.
Nel complesso, l’iniziativa al Niguarda rinnova l’attenzione verso soluzioni di logistica sanitaria innovative: combinando una centrale operativa dedicata, autorizzazioni regolatorie e competenze tecnologiche si apre la strada a un modello replicabile che potrebbe diventare standard per il trasporto leggero di materiali sanitari tra strutture diverse.



