Nel tardo pomeriggio di mercoledì 21 ottobre 2026 Milano ospita due presidi convocati a breve distanza l’uno dall’altro, entrambi reazioni alle violenze e ai saccheggi che hanno interessato la città nel fine settimana. A pochi isolati e a mezz’ora di intervallo si troveranno rappresentanze sindacali e politiche con obiettivi comunicativi diversi, ma entrambi ancorati alla condanna degli episodi più gravi.
Da un lato c’è la mobilitazione della Cgil fissata alle 18.30 in piazza della Scala pensata come richiamo ai valori costituzionali e alla coesione sociale. Dall’altro il movimento Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci che alle 18 scenderà in via Torino per manifestare solidarietà verso le forze dell’ordine e gli operatori commerciali colpiti dai disordini.
Il presidio della Cgil in piazza della Scala
La chiamata della Cgil è strutturata attorno all’appello: “Milano non è la violenza di questi giorni. Dalla parte del dissenso, sempre. Della violenza, mai.” Il sindacato definisce gli eventi del fine settimana “gravissimi” e sottolinea come le distruzioni gli atti di vandalismo e i saccheggi non possano essere ricondotti alla libertà di espressione o al dissenso legittimo. Nel comunicato la confederazione mette in evidenza anche le vittime collaterali degli scontri: lavoratrici e lavoratori che hanno subito aggressioni mentre erano in servizio.
La manifestazione in piazza della Scala vuole anche diventare luogo di raccordo: la Cgil chiama alla partecipazione «associazioni, forze civiche, sociali, sindacali e politiche» per promuovere la coesione sociale e ribadire l’importanza di applicare i principi della Costituzione. In questa cornice la condanna della violenza è accompagnata da un invito a costruire risposte collettive contro le disuguaglianze che possono alimentare tensioni.
Il presidio di Futuro Nazionale in via Torino
Mezz’ora prima dell’appuntamento del sindacato, Futuro Nazionale si radunerà in via Torino una delle strade coinvolte nei saccheggi e negli scontri del weekend. L’iniziativa è pensata come atto di vicinanza alle forze dell’ordine e ai commercianti colpiti, con un messaggio centrato su sicurezza e ordine pubblico. Vannacci, leader del movimento, ha infatti incalzato sull’esigenza di misure tese a punire chi non rispetta le regole del Paese ospitante: “Vogliamo la revoca della cittadinanza per chi non rispetta le regole del Paese che ti ospita. Noi il futuro non lo lasciamo in mano ai maranza.”
Il presidio in via Torino si colloca esattamente dove, secondo le ricostruzioni, si sono registrati saccheggi di negozi e scontri con le forze dell’ordine. L’intento dichiarato è mettere in evidenza la solidarietà verso chi ha subito danni materiali e fisici, e rivendicare politiche più severe per chi commette violenze urbane.
Prossimità geografica e temporale
Le due piazze sono separate da circa un chilometro e gli appuntamenti sono distanziati di circa una mezz’ora. Questa vicinanza fa sì che, pur avendo messaggi diversi, gli appuntamenti possano essere percepiti come parti di uno stesso pomeriggio di mobilitazione cittadina. La sovrapposizione temporale ridotta serve anche a evitare contatti diretti tra i partecipanti e a concentrare l’attenzione pubblica sulle diverse declinazioni della risposta civica alle tensioni recenti.
Entrambi i raduni condividono la condanna delle azioni più eclatanti e dannose: la condanna della violenza è infatti un punto fermo anche nelle dichiarazioni del sindacato e nelle critiche rivolte dai gruppi politici che promuovono il presidio in via Torino. Tuttavia, la chiave interpretativa e le proposte concrete portate in piazza divergono, con il sindacato che ricorda il richiamo ai valori costituzionali e Futuro Nazionale che insiste sulla risposta punitiva e sulla difesa dell’ordine.
Nel complesso, la giornata segna un momento di alta attenzione per il centro città: le manifestazioni occuperanno due luoghi simbolo di Milano e richiameranno soggetti diversi impegnati, ciascuno a modo proprio, a rispondere agli effetti dei disordini del weekend.



