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Addio ai carnet Smart: il nuovo prezzo dei viaggi Torino-Milano

Trenitalia abbandona i carnet Smart: la mossa fa infuriare i pendolari Torino‑Milano e apre a nuove tariffe mensili.
Addio ai carnet Smart: il nuovo prezzo dei viaggi Torino-Milano

Dal 1° novembre Trenitalia smetterà di commercializzare i carnet Smart i pacchetti da dieci viaggi pensati per chi percorre la rete Alta Velocità con una frequenza settimanale ma non giornaliera. La decisione, comunicata con soli quattordici giorni di preavviso, ha scatenato una forte reazione da parte di chi utilizza quotidianamente la tratta Torino-Milano per motivi di lavoro.

Una petizione su, avviata da un gruppo di dipendenti che vivono a Torino e lavorano a Milano, ha già raccolto 491 firme su un obiettivo di 500, chiedendo l’annullamento della misura. I firmatari descrivono il carnet Smart come “una soluzione flessibile e sostenibile” per chi viaggia due o tre volte a settimana, evidenziando il rischio di dover scegliere tra biglietti singoli costosi o un abbonamento mensile sproporzionato.

Il motivo dell’eliminazione e le critiche al provvedimento

Trenitalia ha giustificato la chiusura dei carnet con la necessità di gestire meglio la capienza dei treni, evitando che prenotazioni non utilizzate sottraggano posti ad altri clienti. In una nota del 19 ottobre l’azienda ha dichiarato che il cambiamento è dovuto a “mutate esigenze di mobilità dei clienti” e alla volontà di ottimizzare l’occupazione dei sedili, soprattutto dopo la fase post-pandemica in cui il lavoro da remoto aveva ridotto la frequenza dei viaggi.

Le motivazioni operative di Trenitalia

Secondo la compagnia, i posti prenotati ma poi non occupati penalizzano gli altri passeggeri, creando una perdita di capacità effettiva. Il carnet Smart creato per intercettare le necessità dello smart working, avrebbe ormai reso l’abbonamento tradizionale meno conveniente per una fascia di utenti che viaggiano in modo intermittente.

Il nuovo modello di abbonamento mensile

A partire da novembre verrà introdotto un nuovo scheletro tarifario per gli abbonamenti mensili sull’Alta Velocità. La quota fissa subirà una riduzione di 80 euro, ma verrà aggiunta una commissione di 2 euro per ogni prenotazione effettuata. In caso di cancellazione anticipata, la spesa di 2 euro sarà rimborsata, rendendo il costo totale proporzionale al numero reale di viaggi.

Per mettere a fuoco le differenze, è utile confrontare i numeri: un carnet da dieci viaggi costava 139 euro (contro 99 euro nel 2024), mentre l’abbonamento mensile si avvicina ai 300 euro, a cui si sommano i costi di prenotazione. Un pendolare che effettua cinque viaggi al mese vedrà un aumento di circa 175 euro rispetto al carnét, pari al 126 % in più.

Ripercussioni economiche e sociali

Il rincaro riguarda soprattutto chi percorre la tratta Torino-Milano considerata fondamentale per chi vive in Piemonte e cerca opportunità lavorative in Lombardia. L’aumento dei costi di trasporto può rendere più oneroso il mantenimento della residenza torinese, penalizzando l’economia locale e la mobilità dei lavoratori.

Oltre ai pendolari, la decisione colpisce studenti universitari, collaboratori occasionali, precari e chi fa smart working. La mancanza di un’alternativa intermedia obbliga molti a ricorrere ai treni regionali, più lenti e meno confortevoli, oppure a sostenere spese notevolmente superiori per i singoli biglietti.

Le reazioni politiche non sono mancate: diversi gruppi hanno espresso preoccupazione per la possibile discriminazione di una categoria di utenti e per le conseguenze ambientali di un eventuale spostamento verso mezzi meno sostenibili. Alcuni hanno richiesto al Ministero dei Trasporti di intervenire per evitare un aumento ingiustificato delle tariffe.

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