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Operazione congiunta di Busto Arsizio blocca rete di droga nell’Alto Milanese

Le autorità hanno chiuso un'organizzata rete di spaccio a Castano Primo, usando telefonate, bar e misure cautelari per quattro imputati
Operazione congiunta di Busto Arsizio blocca rete di droga nell’Alto Milanese

Il giro di spaccio di droga che operava da anni nei comuni dell’hinterland nord-ovest di Milano è stato finalmente interrotto il 20 ottobre 2026. Un’azione congiunta tra la Polizia di Stato di Busto Arsizio le Polizie Locali di Castano Primo e Nosate e la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha portato all’arresto di quattro persone ritenute responsabili della detenzione e della distribuzione di sostanze stuive, prevalentemente cocaina e hashish. L’intervento, eseguito su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, ha previsto differenti misure cautelari, evidenziando la complessità dell’organizzazione criminale.

Le indagini hanno mappato un sistema di vendita estremamente strutturato, basato su linee telefoniche dedicate e su punti di incontro fissati in anticipo. Gli spacciatori ricevevano le richieste tramite cellulari riservati, per poi recarsi in luoghi concordati, spesso alla periferia di bar e pub affollati, dove la presenza di molti avventori agevolava lo scambio senza destare sospetti. Questa duplice modalità – consegne su chiamata e vendite dirette nei locali – aveva permesso al gruppo di mantenere un flusso costante di traffico, alimentando la domanda nella zona di Castano Primo e nei comuni limitrofi.

Il modus operandi del traffico a Castano Primo e nel territorio circostante

Il nucleo centrale del network era costituito da alcuni individui che gestivano le prenotazioni telefoniche. Dopo aver confermato la disponibilità, concordavano con l’acquirente un punto di consegna preciso, di solito un parcheggio discreto o un locale poco frequentato. Parallelamente, altri membri del gruppo trascorrevano gran parte della giornata all’interno di pub e bar frequentati, sfruttando l’alta affluenza per avvicinare potenziali clienti e completare la transazione in maniera rapida. Tale approccio riduceva i tempi di esposizione e rendeva più difficile per le autorità tracciare un singolo schema di attività.

Prenotazioni telefoniche e luoghi d’incontro

Le indagini hanno rivelato che le utenze telefoniche dedicate erano state attivate appositamente per il traffico illecito. I numeri venivano pubblicizzati in modo criptico su canali social locali e tramite passaparola. Una volta ricevuta la chiamata, il pusher si spostava verso il punto di ritrovo stabilito, spesso a meno di 500 metri dal locale di riferimento, riducendo al minimo la distanza percorsa e le possibilità di intercettazione. Questo meccanismo di consegna rapida garantiva una rotazione veloce delle sostanze, limitando le opportunità di scoperta da parte delle forze dell’ordine.

L’operazione delle forze dell’ordine e le misure cautelari adottate

Grazie a una stretta collaborazione tra le varie strutture di polizia, le autorità sono riuscite a raccogliere gravi indizi di colpevolezza che hanno giustificato l’emissione di quattro provvedimenti restrittivi. Due dei soggetti, entrambi cittadini stranieri, sono stati posti in custodia cautelare e trasferiti al carcere di Busto Arsizio. Gli altri due imputati hanno subito l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria, una misura volta a limitarne la libertà di movimento e a impedire ulteriori attività illecite. Le autorità hanno sottolineato come la sinergia tra Polizia di Stato e Polizia Locale sia stata determinante per il successo dell’intervento, unendo capacità investigative approfondite a una conoscenza approfondita del territorio.

Dettagli delle misure restrittive

Le due misure di custodia cautelare sono state disposte dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura, in considerazione della gravità delle accuse di detenzione e spaccio. Gli arrestati, rimossi dal mondo della strada, saranno tenuti sotto sorveglianza nel carcere locale. Gli altri due soggetti, soggetti all’obbligo di presentazione quotidiana dovranno recarsi ogni giorno presso la stazione di Polizia Giudiziaria per attestare la propria presenza, limitando così la possibilità di continuare le attività di spaccio. Questo quadro cautelare intende garantire la sicurezza della comunità e impedire la ricostituzione del network criminale.

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