Venerdì scorso una raffica di vandalismi ha lasciato l’Istituto Italo Calvino di Rozzano gravemente danneggiato: bagni distrutti, arredi frantumati e vetrine infrante hanno reso l’edificio inagibile, costringendo l’amministrazione comunale a sospendere le lezioni. La notizia ha subito suscitato preoccupazione tra genitori, insegnanti e autorità locali, che temevano un protrarsi dell’interruzione didattica e un danno morale alla comunità.
Il percorso di Magdy Shalaby: da rifugiato a imprenditore locale
Nel 2010, a soli 16 anniMagdy Shalaby approda in Italia da solo, proveniente dall’Egitto. Accolto dalla Caritas Sud Milano e dall’associazione “Una casa anche per te”, trova un punto di riferimento solido nella cooperativa Ies, dove per dodici anni riceve formazione e supporto da educatori come Licia Siria Brunello e da Enzo Del Fraro. Questa esperienza lo inserisce nel tessuto sociale di Rozzano, permettendogli di costruire una famiglia e, alla fine, di avviare un’impresa specializzata in piccole ristrutturazioni e impianti.
Il danno all’Istituto Calvino e l’intervento immediato
Il vandalo ha colpito i bagni, i corridoi e le aule, generando un costi di riparazione considerevoli. Le famiglie, preoccupate per la perdita di un punto di riferimento educativo, hanno espresso il loro malcontento attraverso una lettera comune al sindaco, chiedendo una risposta rapida. In risposta, Magdy, consapevole del ruolo che la scuola ha avuto nella sua crescita, decide di mettere a disposizione gratuitamente la sua azienda e i suoi operai.
Il team di Magdy inizia i lavori senza pause, anche durante il weekend, sostituendo sanitari, ricostruendo gli arredi e riparando le vetrine. L’impegno incessante permette di restituire gli spazi scolastici in tempi record, riducendo al minimo l’interruzione dell’attività didattica. I operai della sua impresa, motivati dal sentimento di riconoscenza verso la comunità che li ha accolti, lavorano con dedizione, dimostrando come il volontariato imprenditoriale possa trasformarsi in un vero e proprio atto di cittadinanza.
Riconoscimenti e significato della “restituzione”
Il sindaco di Rozzano e i genitori degli alunni inviano a Magdy una lettera di ringraziamento — un gesto che sottolinea l’importanza di un gesto concreto rispetto a parole vuote. Don Massimo Mapelli, direttore di Caritas Sud Milano, riassume la vicenda con una frase chiave: “Sta restituendo ciò che ha ricevuto”. Il messaggio va oltre la semplice riparazione dei muri: è la testimonianza di come una persona, una volta segnata dall’emigrazione forzata, può diventare un pilastro della propria comunità.
Oggi la scuola Calvino riapre le sue porte, non solo con aule ricostruite, ma con un simbolo di solidarietà che rimane impresso nella memoria di studenti e famiglie. La storia di Magdy Shalaby dimostra che l’accoglienza può generare un circolo virtuoso di crescita, dove chi ha ricevuto supporto decide di “restituire” con azioni tangibili, rafforzando il legame tra individuo e territorio.



