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Analisi del modello milanese: prezzi, finanza e disuguaglianze al convegno

Milano sotto la lente: il convegno svela il perché dei prezzi alle stelle e delle crescenti disuguaglianze.
Analisi del modello milanese: prezzi, finanza e disuguaglianze al convegno

Il 16 e 17 ottobre il salone Acli di via della Signora 3, Milano, ospita il convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città”. L’evento, promosso da Altreconomia e Il Fatto Quotidiano, riunisce studiosi, docenti universitari e scrittori per indagare, con dati e analisi, le ragioni per cui la capitale lombarda è diventata un modello unico di sviluppo urbano.

Gli interventi, trasmessi in diretta sui canali social e su YouTube, sono ad ingresso libero. La programmazione prevede una prima giornata dedicata alle dinamiche economiche e finanziarie, seguita da una seconda in chiave internazionale, in cui le esperienze di Bruxelles, Monaco, Amsterdam e Parigi saranno messe a confronto con la realtà milanese.

Prezzi abitativi, investimenti e disparità: i dati al centro del dibattito

Uno dei quesiti cardine è perché Milano sia la città più cara d’Italia. Negli ultimi quindici anni la metropoli ha attratto oltre 50 miliardi di euro di investimenti immobiliari, pari a metà del totale nazionale. Gli esperti sottolineano come fondi internazionali vedano la città come un hub strategico, ma questo afflusso ha spinto gli affitti verso livelli comparabili a Londra, mentre gli stipendi rimangono stagnanti. Gianni Barbacetto, giornalista coinvolto nell’organizzazione, ricorda che «a Milano convivono i poveri più poveri e i ricchi più ricchi», evidenziando una disuguaglianza crescente tra chi può permettersi un’abitazione e chi invece è costretto a margini di sfratto.

Impatto dei grandi investimenti immobiliari

Alberto Bartolotti (Politecnico di Milano) e Alessandro Volpi (Università di Pisa) analizzano come il capitale speculativo abbia trasformato quartieri storici, convertendo aree verdi in nuovi complessi residenziali. In dieci anni la città ha cementificato 1,3 milioni di metri quadrati di spazi verdi, con l’emigrazione di circa 400 mila residenti verso comuni limitrofi. Questa evoluzione solleva interrogativi sul successo o fallimento del modello Milano e sui benefici reali per l’intera popolazione.

Confronto internazionale: le lezioni di altre capitali

Il sabato, il convegno si apre a una prospettiva globale. Relatori provenienti da Bruxelles, Monaco di Baviera, Amsterdam e Parigi raccontano le strategie messe in atto per contenere gli affitti, regolare le piattaforme di affitto brevi come Airbnb e ridurre le disuguaglianze urbane. Il collegamento in tempo reale con Berlino, gestito dal giornalista Cosimo Caridi, permette di confrontare le politiche attuate in una città nota per la sua regolamentazione del mercato locativo.

Le extra-spese delle grandi manifestazioni

Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, richiama l’attenzione sugli costi nascosti delle Olimpiadi, inserendo il tema nel più ampio contesto delle spese pubbliche sostenute da una città globale. L’analisi evidenzia come gli investimenti in infrastrutture possano generare sia opportunità di crescita che oneri fiscali aggiuntivi, con ripercussioni dirette sui prezzi di vita quotidiana.

La voce dei cittadini e il futuro del modello

Il convegno riserva spazio a comitati, associazioni e attivisti, che denunciano la marginalizzazione di interi quartieri. La presenza di queste realtà civiche dimostra che il dibattito non è solo accademico, ma coinvolge direttamente chi vive la trasformazione urbana. La conclusione del secondo giorno prevede una performance letteraria di Silvia Ballestra, che con una “orazione incivile” e accompagnamento al pianoforte ricostruisce la narrazione emotiva di Milano negli ultimi decenni.

In assenza di rappresentanti politici, i partecipanti lasciano spazio ai dati per valutare se le politiche di centro-destra e di centro-sinistra abbiano realmente prodotto un modello sostenibile. Le conclusioni del convegno potranno fornire alle future amministrazioni, in vista delle elezioni del prossimo anno, elementi utili per ripensare le scelte urbanistiche e sociali.

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