Il teatro ha sempre avuto la capacità di farci fronteggiare argomenti difficili, di far parlare i silenzi e di dare forma a emozioni che altrimenti rimarrebbero inespressi. In questo contesto è nato il progetto Tempo Presente un monologo che fonde esperienza reale, energia comica e profonda riflessione sul significato della vita.
La diagnosi che ha cambiato la vita di Chiara Stoppa
Nel momento in cui i medici comunicarono a Chiara Stoppa, allora attrice di 25 anni che le restavano pochi mesi di vita a causa di un tumore aggressivo, la giovane ha provato il primo, istintivo impulso di voler lasciare un addio curato ai propri cari. Tuttavia, il dolore si è trasformato in una spinta a non arrendersi: la scrivania del letto è diventata il punto di partenza per un percorso di resistenza emotiva e fisica.
Il percorso creativo: dalla malattia al monologo
Invece di chiudersi, Chiara ha scelto di alzarsi, di lottare contro le terapie e di ritrovare la gioia di stare in scena. Dopo un periodo ben più lungo rispetto a quanto previsto, è ancora in piedi, pronta a mettere a nudo la propria storia davanti al pubblico. Il testo del monologo è il risultato di un lavoro condiviso con Mattia Fabris amico della compagnia ATIR di Milano, che ha messo a disposizione la sua esperienza di scrittore teatrale per dare voce a un’esperienza tanto personale quanto universale.
ATIR, teatro integrato e la collaborazione con Mattia Fabris
ATIR, compagnia fondata a Milano, è nota per la sua sperimentazione nel teatro integrato un linguaggio che unisce attori, persone con disabilità e giovani in laboratori partecipativi. La messa in scena del monologo di Chiara è stata diretta da Mattia Fabris, che ha curato la regia e l’adattamento del racconto per renderlo accessibile a un pubblico ampio, senza perderne l’intensità emotiva. La produzione, realizzata con il sostegno di ATIR, ha anche coinvolto attività didattiche per bambini e adolescenti, dimostrando come una storia di lotta contro il cancro possa diventare uno strumento educativo.
Il ruolo di Chiara Stoppa nel panorama teatrale contemporaneo
Chiara Stoppa, nata a Pordenone nel 1979, si è diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato con registi del calibro di Luca Ronconi, Peppino Patroni Griffi e Franca Valeri. Dal 2008 fa parte della compagnia ATIR, collaborando con la regia di Serena Sinigaglia. Oltre alla sua attività di attrice, è specializzata nella conduzione di spettacoli per persone con disabilità e nella creazione di laboratori per bambini e ragazzi. La sua esperienza sul palcoscenico del Teatro Civico di Schio, nel ruolo di L’Empireo di Lucy Kirkwood, ha consolidato la sua reputazione di professionista capace di attraversare generi e tematiche complesse.
Impatto sul pubblico e prospettive future
Il monologo, presentato in diversi teatri italiani, ha suscitato una risposta emotiva potente: il pubblico ha riconosciuto in Chiara non solo la vulnerabilità di una malattia, ma soprattutto la determinazione a trasformare il proprio pain in arte. La storia, pur essendo radicata in un’esperienza personale, risuona come un messaggio di speranza per chiunque si trovi di fronte a una prova difficile. Guardando al futuro, Chiara intende continuare a lavorare con ATIR, esplorando nuovi format di teatro integrato e approfondendo la dimensione educativa dei suoi progetti, dimostrando che il palcoscenico resta uno spazio capace di reinventare la vita stessa.



