Nel pomeriggio del 16 settembre, in piazzale Bande Nere, zona ovest della città, un rabbino di sessant’anni è stato vittima di una violenta aggressione while awaiting the bus. Le ostilità sono iniziate con insulti, presumibilmente in arabo, per poi trasformarsi in spinte, calci e pugni che lo hanno fatto cadere a terra.
Dettagli dell’aggressione alla fermata del bus
Secondo la ricostruzione fornita dal sacerdote, tre uomini lo hanno circondato, sottratto il cappello tradizionale e lo hanno picchiato con violenza eccessiva. Durante la colluttazione, il rabbino è riuscito a registrare immagini con il proprio cellulare, immortalando i volti dei tre aggressori prima di fuggire verso la metro di Bande Nere. Dopo l’attacco, ha chiamato il 112, informando rapidamente le forze dell’ordine.
Intervento delle autorità e identificazione dei sospetti
Le unità di pronto intervento sono arrivate sul posto entro pochi minuti e, grazie alle riprese fornite dalla vittima, sono riuscite a individuare il gruppo a pochi metri di distanza. I tre giovani, compresi tra i 19 e i 21 anni, sono stati arrestati poco dopo e portati in questura per il sopralluogo fotografico. La denuncia è stata formalizzata dal rabbino, che non ha richiesto il ricovero in ospedale, sebbene sia stato sottoposto a visita medica per accertare eventuali lesioni.
Reazioni istituzionali e richieste legislative
Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha condannato l’accaduto come un gesto di odio antisemita e ha insistito sulla necessità di una rapida approvazione del disegno di legge contro l’antisemitismo. Diverse figure politiche hanno espresso solidarietà: la premier Giorgia Meloni ha definito l’episodio una “piaga che non vogliamo tollerare”; il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sottolineato la gravità dell’odio e la necessità di indagare a fondo; il vicepresidente Matteo Salvini ha ricordato la crescita del clima antisemita negli ultimi mesi.
Dichiarazioni di altri esponenti
Nel contesto lombardo, il capogruppo Pd nel consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, ha definito l’attacco “inaccettabile” e ha ribadito che a Milano «non c’è spazio per l’odio». Anche il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, ha chiesto l’adozione di sanzioni concrete nella legge contro l’antisemitismo. Da parte di Forza Italia, Maurizio Gasparri ha telefonato a Meghnagi per esprimere il proprio sconcerto, mentre il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’evento “miserabile”.
Prospettive future e importanza della legge
Le indagini sono in corso e la procura valuterà se sussistano elementi per un movente razziale. Nel frattempo, la vicenda ha riacceso il dibattito sulla necessità di una normativa nazionale più incisiva contro l’antisemitismo. I sostenitori della legge sottolineano che, senza sanzioni concrete, la normativa rischia di rimanere puramente simbolica, mentre gli oppositori temono possibili abusi. L’attuale clamore mediatico, però, sembra spingere le istituzioni a prendere una posizione più decisa per tutelare le minoranze religiose e garantire la sicurezza dei cittadini.



