La città di Milano si prepara a rendere omaggio a Carlo Monguzzi storico ambientalista e consigliere comunale dei Verdi, con la massima onorificenza comunale: l’Ambrogino d’oro alla memoria. La decisione arriva dopo la polemica scaturita dalla mancata iscrizione del suo nome al Famedio il Pantheon di Milano situato all’interno del Cimitero monumentale.
La presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi ha annunciato che il nome di Monguzzi sarà proposto per l’Ambrogino d’oro alla memoria, un riconoscimento che viene conferito il 7 dicembre in occasione della festa di Sant’Ambrogio, patrono della città. La proposta è emersa durante una riunione dell’Ufficio di Presidenza che ha preceduto la Commissione sul Famedio.
La polemica per l’esclusione dal Famedio
La Commissione consultiva del Comune per le onoranze al Famedio ha approvato i nomi delle 14 personalità che saranno iscritte nel Pantheon di Milano il prossimo 2 novembre. Tra i nomi scelti non figura quello di Carlo Monguzzi, la cui esclusione ha suscitato numerose polemiche. Tra le personalità selezionate ci sono Rosellina Archintomonsignor Giovanni BarbareschiFranco BaresiGianni CervettiGiancarlo ConsonniGiovanni GastelUlrico Carlo HoepliLaura HoeschGioia Marchi Falckdon Antonio MazziLuisa MuraroBruno PizzulOrnella Vanoni e Vera Vigevani Jarach.
La presidente Buscemi ha spiegato che il nome di Monguzzi è stato discusso nell’ufficio di presidenza e si è valutato di proporlo per l’Ambrogino d’oro alla memoria, come per altre personalità. La decisione ha suscitato reazioni da parte di amici e colleghi di Monguzzi, che hanno espresso delusione e sconcerto.
Le reazioni alla decisione
Un gruppo di amici e colleghi di Carlo Monguzzi, tra cui Margherita AntonelliIvan BerniPippo Civati e Ermete Realacci ha firmato una nota in cui esprime delusione per la mancata iscrizione al Famedio. “La scelta di non includere Carlo Monguzzi tra le personalità da iscrivere al Famedio di Milano non è una bella notizia”, si legge nella nota. “Per noi, che gli abbiamo voluto bene, per i tanti cittadini che gli hanno dimostrato affetto e riconoscenza, per la politica e le istituzioni di questa città, che Carlo ha sempre onorato nel suo impegno di una vita. Per Milano.”
Gli amici di Monguzzi hanno anche annunciato che ripresenteranno la proposta di iscrizione al Famedio, con la stessa determinazione con cui Monguzzi ha sempre inteso l’impegno politico. “Un impegno instancabile, coraggioso e originale: per l’ambiente, la pace, gli ultimi”, hanno sottolineato.
La posizione di Arci Milano
Arci Milano ha espresso sconcerto e indignazione per la decisione della Commissione comunale. Maso Notarianni, presidente di Arci Milano, ha dichiarato: “Sono stupefatto e indignato. E non solo perché è stata respinta una proposta che avevamo sostenuto: sono stupefatto perché faccio fatica a capire quale idea della memoria di Milano stia dietro a questa decisione.”
Notarianni ha sottolineato che Carlo Monguzzi ha dedicato la sua vita all’impegno pubblico, alla difesa dell’ambiente e dei diritti, contribuendo a costruire una parte importante della cultura politica della città. “Il Famedio non dovrebbe essere un pantheon degli amici”, ha affermato. “Si entra perché si è lasciato un segno nella storia della città. E se questo non vale per Carlo Monguzzi, allora francamente vorrei sapere quale sia il criterio.”
Arci Milano ha ribadito il proprio sostegno alla candidatura di Monguzzi e ha auspicato che la decisione possa essere nuovamente discussa, alla luce del valore del suo impegno civile e istituzionale. “Carlo non aveva bisogno del Famedio per sapere quanto valeva. Ma Milano, forse, ha bisogno di ricordare persone come lui”, ha concluso Notarianni.
Il contributo di Carlo Monguzzi
Carlo Monguzzi ha dedicato decenni della sua vita all’impegno pubblico. Ambientalista, amministratore, consigliere regionale e comunale, è stato tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi. Ha contribuito a portare nell’agenda politica milanese e lombarda temi fondamentali come la qualità dell’aria, la raccolta differenziata, la difesa del territorio e la tutela degli animali.
Monguzzi è stato una presenza civile costante, una persona che ha scelto di esporsi, discutere e dissentire, anche nei confronti della propria parte politica, senza mai confondere l’appartenenza con la rinuncia alle proprie idee. “Noi non abbiamo chiesto un favore per Carlo”, ha dichiarato Notarianni. “Chiediamo una cosa molto più semplice: che gli venga riconosciuto ciò che ha fatto. Una vita intera spesa nella politica, nelle istituzioni e nell’impegno civile non può diventare improvvisamente irrilevante perché qualcuno, oggi, non ritiene opportuno iscriverne il nome nel Famedio.”
La proposta di conferire a Carlo Monguzzi l’Ambrogino d’oro alla memoria rappresenta un riconoscimento importante del suo contributo alla città di Milano e alla sua comunità. Un omaggio che va oltre le polemiche e che celebra l’impegno di una vita dedicata al bene comune.



