Il Villaggio delle rose l’insediamento rom di via Chiesa Rossa a Milano, è giunto alla sua fase finale. La data dello smantellamento è fissata per il 31 agosto e questa volta sembra non ci saranno ulteriori rinvii. Questo insediamento, nato nel 2001 con una concessione della giunta Albertini, ha visto negli anni un aumento delle criticità che hanno portato alla decisione di chiuderlo.
Le ragioni dietro la chiusura del Villaggio delle rose
La decisione di chiudere il Villaggio delle rose è stata presa dalla giunta Sala il 19 con una delibera che evidenziava numerosi episodi di criticità per la sicurezza urbana e di illegalità. Tra i problemi segnalati ci sono le occupazioni abusive che hanno ampliato l’insediamento ben oltre le 47 piazzole inizialmente autorizzate gli allacci non a norma che rappresentavano un rischio per gli abitanti e gli sversamenti di liquami in superficie.
La delibera è stata confermata dal Tar e dal Consiglio di Stato che hanno negato la sospensiva cautelare della misura contingibile e urgente richiesta dagli abitanti del campo. I giudici hanno riconosciuto una condizione di degrado acclarata sottolineando che la chiusura del campo è stata decisa nell’interesse esclusivo delle famiglie che lo occupano.
Gli ultimi residenti e le loro richieste
Molti abitanti del Villaggio delle rose hanno già lasciato l’insediamento, ma rimangono ancora 50 residenti che continuano a sostenere che una soluzione alternativa allo sgombero esiste. Secondo loro, la gestione del campo potrebbe passare in mano a una cooperativa che si occupi della riqualificazione dell’area. Questa richiesta è stata ribadita anche agli agenti della polizia locale e ai funzionari comunali durante l’ultimo sopralluogo prima di un eventuale sgombero.
Nonostante le richieste degli ultimi residenti, a settembre dovrebbero iniziare le fasi preliminari prima della bonifica dell’area. La complessità della situazione richiederà un’analisi approfondita da parte delle forze dell’ordine, anche in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica prima dell’eventuale sgombero di chi sceglierà di restare fino alla fine.
Il contesto storico e le precedenti chiusure
L’iter per la chiusura del Villaggio delle rose è iniziato con la delibera della giunta Sala del 19 . La delibera ha evidenziato non solo le occupazioni abusive, ma anche la non adeguatezza degli impianti fognari e gli allacci abusivi alla rete elettrica, che esponevano gli abitanti e gli operatori delle società di gestione a elevato rischio di incendio e di elettrocuzione.
Questa decisione si inserisce nel solco di altri provvedimenti analoghi che tra il e il 2026 hanno portato allo smantellamento di ventiquattro insediamenti di cui quattro dei sette autorizzati (Novara, Idro, Bonfadini e Martirano) e venti irregolari.



