Milano si è fermata per ricordare don Antonio Mazzi, il sacerdote che ha dedicato la sua vita ai giovani in difficoltà. La camera ardente è stata allestita nella mensa della comunità Exodus al Parco Lambro, lo stesso luogo dove don Mazzi pranzava ogni giorno insieme ai ragazzi accolti dalla comunità.
La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, ma la sua eredità spirituale e umana continuerà a vivere attraverso il lavoro della comunità Exodus e delle persone che ha toccato con il suo impegno.
La camera ardente tra i sandali e la Bibbia
Accanto al feretro di don Mazzi sono stati deposti alcuni oggetti a lui cari, tra cui i sandali simbolo del suo cammino e delle comunità che ha costruito, e una Bibbia dono di un caro amico, aperta sul passo della Pentecoste. Questi oggetti rappresentano non solo la sua vita, ma anche il suo impegno costante per aiutare chi era in difficoltà.
Alla cerimonia erano presenti l’assessore alle Opere pubbliche del Comune di Milano, Marco Granelli, e il vicepresidente di Exodus, Franco Taverna. Tra i fiori già arrivati, quelli inviati dal cantante Albano Carrisi e dalla Nazionale Italiana Magistrati, da anni vicina alla Fondazione Exodus.
Le parole dei presenti
L’assessore Marco Granelli ha espresso il suo cordoglio, definendo don Mazzi un uomo che ha fatto grande Milano e che ha saputo rispondere alle sfide dei giovani. Ha ricordato le ultime parole del sacerdote, “speranza e sfide” sottolineando come queste due parole riassumano la sua vita e lascino un messaggio importante per il futuro.
Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus, ha parlato del dopo don Mazzi come di una scommessa, spiegando che il futuro di Exodus sarà una realtà multipla e policentrica, ma con lo stesso spirito. Luigi Maccaro, responsabile della Fondazione Exodus di Cassina, ha raccontato come la comunità si sia preparata a fare pace con la sua assenza, ma sia convinta che don Antonio continuerà a camminare con loro.
L’eredità di don Mazzi
Don Mazzi ha lasciato un’eredità di speranza e impegno che continuerà a vivere attraverso il lavoro della comunità Exodus. La sua convinzione che ogni ragazzo possa cambiare, anche chi ha combinato le cose peggiori, è un messaggio potente che ispirerà le future generazioni.
La comunità Exodus ha già iniziato a lavorare per mantenere viva la sua memoria e il suo insegnamento. La camera ardente è solo l’inizio di un percorso che vedrà la continuazione del suo lavoro e la realizzazione dei suoi sogni per i giovani in difficoltà.



