La Lombardia ha approvato una misura destinata a far discutere: la remigrazione per i detenuti extracomunitari. Durante la discussione dell’assestamento di bilancio 2026-2028, l’aula del Pirellone a Milano ha votato a favore di una proposta presentata dalla Lega.
L’iniziativa, sostenuta da quasi tutto il centrodestra, prevede che i cittadini extracomunitari con meno di due anni di pena residua siano espulsi dal territorio nazionale e reintegrati nel loro Paese d’origine. Si tratta di un’applicazione concreta del concetto di remigrazione introdotto per la prima volta in Lombardia.
I dati alla base della proposta
La decisione è motivata da dati preoccupanti sul sovraffollamento delle carceri lombarde. Al 30 giugno 2026 risultavano 9.113 detenuti a fronte di una capienza di 6.072 posti. Tra questi, 4.139 sono stranieri, pari a circa il 45% del totale. Inoltre, la recidiva per gli extracomunitari tocca quote vicine al 50%.
Il capogruppo della Lega in Regione, Alessandro Corbetta ha commentato: “La Lombardia può creare dei protocolli” e ha auspicato “ampia condivisione alla proposta“, che è stata approvata per dare un segnale chiaro e fare da apripista anche a livello nazionale.
Come funziona la remigrazione
La proposta mira a evitare che i detenuti extracomunitari, privi di reali prospettive di integrazione, vengano semplicemente rimessi in libertà al termine della pena. Secondo l’ordine del giorno della Lega questi cittadini dovrebbero essere reintegrati nel loro Paese d’origine attraverso percorsi ordinati di rientro e progetti individuali di reinserimento sociale e lavorativo anche con il supporto della cooperazione internazionale.
Corbetta ha spiegato che si tratta di una misura concreta, coerente con gli strumenti di rimpatrio volontario assistito riconosciuti dall’Unione Europea. “Vogliamo costruire percorsi ordinati di rientro nei Paesi d’origine“, ha affermato, sottolineando l’importanza di coniugare sicurezzasostenibilità del sistema penitenziario e prevenzione della recidiva.
Le reazioni e le prospettive future
La proposta ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, c’è chi vede nella remigrazione una soluzione pragmatica per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario e ridurre la recidiva. Dall’altro, ci sono critiche riguardo alla fattibilità e all’etica di una misura che implica l’espulsione di individui già condannati.
Nonostante le polemiche, la Lega spera che la Lombardia possa fare da apripista a livello nazionale, dimostrando che sicurezzalegalità e carceri meno affollate possono essere obiettivi comuni. La sperimentazione di questa misura potrebbe aprire la strada a nuove politiche in materia di immigrazione e giustizia penale.



