In un’epoca in cui la tecnologia avanza a passi da gigante, anche il mondo del diritto non può restare indietro. La Scuola di Giurisprudenza dell’Università Bocconi di Milano ha annunciato un’importante collaborazione con alcune delle principali realtà internazionali specializzate nella Legal AI con l’obiettivo di integrare gli strumenti di intelligenza artificiale nei percorsi didattici.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per preparare una nuova generazione di professionisti del diritto in grado di utilizzare queste tecnologie in modo consapevole, critico ed eticamente responsabile.
Collaborazioni internazionali per un futuro giuridico avanzato
La Bocconi ha stretto accordi con Harvey società statunitense leader nello sviluppo di soluzioni di AI per il settore legale, Legora azienda svedese specializzata in piattaforme agent, e Lexroom che contribuirà con la sua competenza sui sistemi giuridici di civil law e sul diritto europeo.
Dal prossimo anno accademico, Lexroom collaborerà con la Scuola di Giurisprudenza nell’ambito delle legal clinic e dei laboratori di redazione giuridica. Gli studenti, docenti e ricercatori potranno utilizzare Lexroom per effettuare ricerche su legislazione e giurisprudenza, analizzare documenti e redigere atti, pareri e altri testi giuridici.
Un database di oltre sei milioni di fonti giuridiche
Lexroom adotta un approccio data-first combinando i principali modelli di intelligenza artificiale con un database proprietario di oltre sei milioni di fonti giuridiche verificate. Questo permette agli studenti di lavorare su ricerca, analisi documentale e redazione assistita, verificando direttamente i riferimenti utilizzati dall’AI e imparando a valutarne l’affidabilità nel contesto del diritto italiano ed europeo.
Un forum internazionale per discutere il futuro delle professioni legali
A, l’Università Bocconi organizzerà un forum internazionale sul futuro della formazione giuridica nell’era dell’intelligenza artificiale. L’evento riunirà esponenti del mondo accademico, professionale e tecnologico e comprenderà una Legal AI Challenge durante la quale gli strumenti saranno messi alla prova su un caso concreto.
L’obiettivo sarà confrontare approcci e risultati, mostrando non soltanto le potenzialità dell’AI, ma anche i suoi limiti, i processi di validazione necessari e le implicazioni etiche legate al suo utilizzo. La sfida riflette un cambiamento già in corso nel mercato, dove l’AI legale viene valutata non solo sulla capacità di produrre rapidamente una risposta, ma sulla qualità delle fonti, sulla possibilità di verificare il ragionamento e sulla capacità di inserirsi nei flussi di lavoro dei professionisti.
Per Lexroom, l’ingresso nella formazione universitaria rappresenta un ulteriore passaggio nella costruzione di quello che l’azienda definisce ‘the new legal standard’ il nuovo modo di lavorare, nel quale intelligenza artificiale, dati giuridici localizzati e controllo professionale lavorano insieme.



