Paris Basketball piega l’Olimpia Milano 103-93 dopo un primo tempo devastante e una rimonta milanese che si ferma sul più bello; analisi dei protagonisti e degli impatti sul play-in

Alcune partite si raccontano come una doppia trama: un atto iniziale netto e una reazione che tiene col fiato sospeso. Così è stato il match tra Paris Basketball e Olimpia Milano valido per l’Eurolega 2026-2026, chiuso sul 103-93 in favore dei padroni di casa.
La gara ha visto Nadir Hifi come mattatore con 25 punti, mentre Milano ha risposto soprattutto con i 20 punti di Armoni Brooks. Il risultato finale ha spento le ultime speranze dei meneghini di agganciare il play-in, dopo una serata in cui la squadra italiana ha alternato luci e ombre.
Il copione del confronto è stato netto nel primo tempo e vibrante nella ripresa. Al termine dei primi venti minuti il tabellone diceva 64-41 per Parigi, una fotografia di efficacia offensiva e controllo del ritmo da parte dei transalpini. L’Olimpia, dal canto suo, ha mostrato carattere tornando in partita con un parziale importante nella ripresa fino a portarsi a un passo dall’aggancio; tuttavia la squadra di Peppe Poeta non ha trovato il colpo decisivo negli ultimi minuti e ha dovuto alzare bandiera bianca.
Primo tempo: Parigi prende il largo
La fase iniziale è stata dominata da una Paris Basketball aggressiva e precisa, capace di colpire spesso dall’arco e in penetrazione. Nadir Hifi si è messo subito in mostra con tiri pesanti e penetrazioni efficaci, mentre Amath M’Baye e Derek Willis hanno contribuito con canestri e rimbalzi determinanti. Nei primi 20 minuti i numeri parlavano chiaro: i padroni di casa viaggiavano su percentuali altissime (nei primi venti minuti 77,8% da due e 50% da tre) e costringevano Milano a inseguire. L’equilibrio si è spezzato con parziali firmati da Hifi e compagni che hanno portato il vantaggio oltre la doppia cifra fino al +23.
Le armi di Parigi
Il successo parigino nel primo tempo è derivato da più fattori: il ritmo elevato, la capacità di segnare nei primi secondi dell’azione e una gestione efficiente delle palle perse avversarie. In campo si è vista una squadra con una chiara identità offensiva: tiratori pronti a sfruttare ogni spazio e giocatori lunghi pronti a chiudere a rimbalzo. Il coach promosso in panchina, Julian Thomas, ha sfruttato interpreti come Justin Robinson e il già citato Nadir Hifi per dare costanza alle scelte tattiche che hanno messo in difficoltà la difesa milanese.
Rimonta milanese e delicati errori nel finale
La reazione dell’Olimpia Milano è arrivata in avvio di ripresa, quando i meneghini hanno messo insieme un parziale di qualità che ha ridotto lo svantaggio fino al -1 grazie a canestri di Armoni Brooks, Josh Nebo e Leandro Bolmaro. La rimonta è stata costruita su maggiore intensità difensiva e buone scelte offensive, con Milano che è riuscita a conquistare anche il controllo della lunetta in alcuni momenti chiave. Tuttavia, negli ultimi cinque minuti Paris ha trovato risposte precise: triple e penetrazioni di M’Baye e Hifi hanno ricreato il margine necessario per chiudere il match, mentre l’Olimpia ha sbagliato tiri importanti nel momento decisivo.
Le decisioni che hanno pesato
Nel finale alcune scelte offensive e alcune palle perse hanno fatto la differenza. L’ultimo parziale a favore di Parigi è stato costruito anche dagli errori milanesi nei possessi chiave e dalla capacità dei francesi di capitalizzare dalla lunetta e con contropiedi veloci. La partita mette in evidenza come nel basket europeo la gestione del finale, il controllo dei rimbalzi e la qualità delle conclusioni siano fattori determinanti nel definire l’esito di gare combattute fino all’ultimo secondo.
Impatto sulla stagione e considerazioni finali
La sconfitta per 103-93 complica le prospettive della EA7 Emporio Armani Milano nella corsa al play-in; la squadra di Poeta perde terreno e dovrà cercare continuità nelle prossime uscite. Sul fronte parigino, la vittoria è una boccata d’ossigeno per una classifica fin qui complicata e conferma l’efficacia di alcuni elementi offensivi che possono essere la base per chiudere la stagione con migliori risultati. In chiusura, la partita è stata la sintesi di due facce del basket: una squadra capace di picchi di efficacia e l’altra di grande resilienza, ma senza la capacità di colpire nel momento più importante.





