La Borsa di Milano ha chiuso la giornata di contrattazioni con un leggero rialzo mostrando una resilienza in un contesto di mercato europeo contrastato. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,22% portandosi a 53.701 punti mentre i future americani hanno mostrato segnali contrastati, con il Dow Jones in calo e il Nasdaq in leggera crescita.
I titoli in crescita: Stm e Prysmian brillano
Tra i titoli che hanno trainato la crescita, Stm e Prysmian si sono distinti con rialzi rispettivamente del 2,78% e del 2,54%. Anche Fineco ha registrato un performance notevole, con un aumento del 2,62%. Non sono rimaste indietro Italgas (+1,4%), Saipem (+1,23%), Unipol (+1,2%) e Ferrari (+1,11%). Quest’ultima ha recentemente fatto notizia per la vendita del primo esemplare della nuova Luce battuto all’asta per 40 milioni di dollari durante la Monterey Car Week organizzata da Sotheby’s.
I titoli in calo: Fincantieri e il settore lusso in difficoltà
Dall’altra parte della medaglia, Fincantieri ha registrato un calo del 3,14% seguita da Nexi (-2,15%), Moncler (-1,8%), Cucinelli (-1,7%) e Ferragamo (-2%). Il settore automobilistico europeo ha mostrato segni di debolezza, con Stellantis in calo dello 1,52%.
Le banche: performance contrastate
Le banche hanno mostrato una performance contrastata, con Banco Bpm (-0,88%) e Unicredit (-0,52%) in calo, mentre Intesa ha registrato un lieve calo dello 0,2%. In controtendenza, Mps (+0,2%), Mediobanca (+0,07%) e Bper (+0,39%) hanno chiuso in positivo.
Il contesto europeo e le materie prime
I principali listini di Borsa europei hanno mantenuto le loro posizioni, con gli indici Usa poco mossi. Londra e Parigi sono rimaste invariate, mentre Milano e Madrid hanno registrato un aumento dello 0,1%. Francoforte ha fatto meglio con un rialzo dello 0,6%. Lo spread Btp-Bund è salito a 76,5 punti con il rendimento annuo italiano in rialzo di 4,4 punti al 3,94%.
Le materie prime hanno mostrato dinamiche contrastate: il greggio (Wti) è sceso dello 0,12% a 81,15 dollari al barile mentre il gas è salito dello 0,61% a 60,77 euro al MWh. L’euro e la sterlina si sono rafforzati, scambiati rispettivamente a 1,16 e 1,35 dollari.



