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Corsa a sindaco di Milano: tra profili civici e candidati politici cresce la trattativa

La coalizione di centrodestra a Milano avvia la trattativa per il candidato sindaco 2027, con nomi civici e politici sul tavolo e due questioni che dividono: profilo e metodo. Maurizio Lupi invita all'unità e richiama l'importanza di un percorso coordinato prima della scelta del nome.

Corsa a sindaco di Milano: tra profili civici e candidati politici cresce la trattativa

La partita per la candidatura del centrodestra a sindaco di Milano per il 2027 si è aperta con un mix di nomi, tensioni e strategie: dalla cena organizzata da Ignazio La Russa con i coordinatori lombardi alla presa di posizione pubblica di Maurizio Lupi leader di Noi Moderati. Il nodo centrale rimane duplice: quale profilo sceglie la coalizione e con quale metodo verrà selezionato il candidato. A questo si aggiungono proposte civiche e personalità politiche che pretendono attenzione prima che si vada verso una decisione definitiva.

Nel confronto emergono profili molto diversi: dal tecnico riconoscibile al civico d’impresa, passando per figure politiche con radicamento territoriale. La discussione è stata collegata anche al bilancio politico nazionale del centrodestra: Lupi ha ricordato che nel corso dei cinque anni la coalizione “in cinque anni ha dimostrato al Paese di poter governare seriamente“, sottolineando la necessità di mantenere unità e strategia a Milano, dove il governo del Comune è conteso da tempo.

La cena di coordinamento e i due nodi aperti

La riunione convocata da Ignazio La Russa con Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati è stata pensata come primo passo per mettere ordine nella corsa a Palazzo Marino. Sul tavolo ci sono due questioni concrete: il profilo ideale del candidato e il metodo di selezione. La coalizione vuole evitare l’errore del 2026, quando una scelta tardiva portò a una candidatura con scarso margine di costruzione. Per questo l’intenzione è di anticipare le decisioni e restringere in anticipo la rosa dei possibili candidati.

Profili in campo: divisioni e sondaggi interni

Tra i nomi più discussi spiccano figure di tipo diverso. Il profilo civico e tecnico è rappresentato dall’ipotesi di Carlo Cottarelli economista e docente, che risponderebbe alla volontà di intercettare un elettorato moderato e produttivo. Sul fronte politico, invece, restano in campo candidati come Maurizio Lupi per il centro, Silvia Sardone per la Lega e alternative come Alessandro Spada legate al mondo dell’impresa. A questi si affiancano proposte civiche locali, tra cui Antonio Civita di Panino Giusto e Antonino La Lumia.

Le candidature civiche e le riserve dei partiti

Il confronto interno mette in luce una tensione semplice ma decisiva: Forza Italia spinge per volti «civici» e moderati, mentre altri soggetti della coalizione privilegiano figure politiche con esperienza amministrativa e capacità di gestione della macchina cittadina. Lupi ha rimarcato che il centrodestra deve evitare “fughe in avanti” di singoli partiti e costruire prima un percorso politico condiviso e poi la scelta del nome. In questo quadro, alcuni candidati civici hanno avuto spinta iniziale ma rischiano di essere «bruciati» se la trattativa non verrà gestita con prudenza.

Il ruolo di Forza Italia e la posizione di Albertini

Tra le tensioni più concrete c’è il rapporto con Forza Italia: l’ex sindaco Gabriele Albertini ha pubblicamente indicato possibili profili civici e ha definito certi candidati come un “dignitoso perdente” da considerare nella rosa. Allo stesso tempo, Lupi ha criticato ipotesi di corsa divisa proposta da alcuni settori degli azzurri, sostenendo che in una città come Milano una strategia basata su scelte frammentarie e su ballottaggi successivi può risultare perdente. Secondo lui, va invece perseguita un’unità preventiva a livello di programma.

Nel merito delle candidature civiche, Antonio Civita è stato tra i primi ad autocandidarsi e ha raccolto consensi trasversali, ma la sua posizione è ritenuta ancora fragile rispetto a ipotesi di candidati civici con maggiore risonanza nazionale. Allo stesso tempo, nomi come Alessandro Spada vengono valutati per il loro legame con il mondo produttivo e per una possibile capacità di attrazione di voti moderati.

Scadenze e orizzonti temporali

Il percorso delineato prevede scadenze non formali ma politiche: la coalizione intende arrivare con anticipo alla selezione del candidato per evitare sorprese a ridosso del voto. Sul piano temporale è noto che la competizione si svolgerà per le comunali del 2027 e che la legislatura attuale scadrà entro ottobre 2027, un orizzonte che pesa sulle strategie locali. La scelta finale, secondo quanto emerso, dovrebbe arrivare dopo una prima selezione regionale e un confronto tra i leader nazionali delle forze coinvolte.

La discussione milanese resta quindi aperta e caratterizzata da un doppio obiettivo: costruire un programma che unisca i moderati e i civici e trovare un profilo capace di competere nel centro della città. Tra nomi politici, civici d’impresa e tecnici, la trattativa avrà ancora mesi di lavoro prima di convergere su un candidato unitario in vista delle comunali 2027.

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