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Forum Casa 2026 a Milano: verso politiche abitative più sostenibili e condivise

Il Forum Casa 2026 ha riunito istituzioni, esperti e realtà sociali per definire strategie su casa pubblica, sostenibilità e gestione dei complessi ERP dopo il confronto svoltosi dal 28 al 30 aprile a Milano.

Forum Casa 2026 a Milano: verso politiche abitative più sostenibili e condivise

Il Forum Casa 2026, svolto a Milano dal 28 al 30 aprile, ha rappresentato un momento di confronto intenso sulle future direttrici delle politiche abitative. L’iniziativa ha riunito amministratori, ricercatori e operatori del terzo settore per discutere come rinnovare il patrimonio abitativo pubblico e come rendere sostenibili le soluzioni residenziali nelle aree urbane e metropolitane.

Questo percorso ha messo in luce la distanza tra risorse disponibili e bisogni sociali, aprendo al tempo stesso opportunità concrete di collaborazione locale e nazionale.

Il dibattito ha alternato presentazioni di dati, proposte operative e confronti politici: sono emerse richieste dirette di strumenti finanziari stabili e di un piano casa nazionale che supporti gli interventi locali. Tra gli attori coinvolti figurano il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Fabio Bottero, oltre a dirigenti di MM Spa e ALER, ricercatori come Massimo Bricocoli e Marco Peverini, e numerosi rappresentanti delle città italiane interessate a coordinare le politiche abitative.

Governance del patrimonio e fabbisogni finanziari

Uno dei nodi emersi riguarda la gestione del patrimonio pubblico e la disponibilità di fondi. Secondo i dati illustrati durante il Forum, Milano dispone di circa 64mila alloggi pubblici, di cui circa 28mila gestiti da MM Spa mentre il resto è di competenza di ALER. Le stime di settore parlano di fabbisogni significativi a livello nazionale: servirebbero risorse dell’ordine di miliardi per un piano strutturale che permetta interventi diffusi. Per Milano, la forbice indicata varia tra i 3 e i 5 miliardi, mentre a livello italiano la stima complessiva sfiora i 70 miliardi, evidenziando la necessità di strumenti di finanziamento stabili e programmatici.

Tutela della casa pubblica e ruolo delle istituzioni

Nel confronto istituzionale è emersa la domanda di chiarezza sulle responsabilità e di una strategia comune tra Comune, Regione e governo. L’assessore Bottero ha posto l’accento sulla quantità di investimenti già effettuati dall’amministrazione municipale e sulla necessità di un coordinamento superiore per consolidare i risultati nel tempo. Si è parlato di governance metropolitana come leva per organizzare meglio le risorse e per costruire politiche abitative integrate che rispondano a bisogni diversi, dai giovani lavoratori alle famiglie in difficoltà.

Sostenibilità, efficienza energetica e innovazione edilizia

La seconda giornata è stata dedicata al tema della sostenibilità e alle tecniche costruttive in grado di rigenerare l’edilizia residenziale pubblica. Si è discusso dell’importanza di interventi di efficientamento energetico e dell’integrazione di sistemi rinnovabili come elementi chiave per ridurre consumi e costi di gestione. Esperti tecnici e rappresentanti istituzionali hanno illustrato soluzioni pratiche e modelli applicativi per interventi su scala di complesso, sottolineando come la transizione energetica possa diventare un’opportunità per migliorare la qualità dell’abitare e per creare indotto locale.

Tecnologie e pratiche costruttive

Nel corso dei panel sono state analizzate tecnologie prefabbricate, strategie di isolamento e sistemi di produzione decentralizzata di energia, con un occhio alle pratiche che permettono una rapida scalabilità degli interventi. L’obiettivo dichiarato è combinare innovazione tecnologica e sostenibilità economica, favorendo modelli che rendano gli alloggi pubblici meno energivori e più confortevoli per gli occupanti, contribuendo così agli obiettivi climatici della città e alla riduzione delle bollette per le famiglie.

Gestione sociale dei complessi ERP e focus sui giovani

La terza giornata ha messo al centro la gestione quotidiana dei complessi di Edilizia residenziale pubblica (ERP) e le politiche per i giovani. Sono state presentate esperienze di modelli abitativi pensati per studenti e giovani lavoratori, con soluzioni che combinano affitti calmierati, spazi comuni e percorsi di partecipazione. Il confronto ha evidenziato l’importanza delle sinergie tra amministrazione, terzo settore e fondazioni per promuovere coesione sociale e offrire risposte mirate alle fasce più fragili della popolazione.

Tra le iniziative operative annunciate dal Comune figurano due bandi: la seconda edizione del progetto “Casa ai lavoratori”, con 110 alloggi in affitto a canone calmierato (situati in prevalenza nei quartieri Niguarda e Giambellino) con scadenza delle domande fissata al 31 agosto, e tre aree destinate al Piano Straordinario per la Casa Accessibile (ex Palasharp, via Bovisasca e San Romanello) offerte in diritto di superficie per favorire nuova edilizia sociale. Queste misure rappresentano tentativi concreti di tradurre il dibattito in azioni sull’abitare.

Conclusioni e prospettive

Il Forum Casa 2026 ha confermato che la questione abitativa richiede risposte multilivello: programmazione finanziaria, innovazione tecnica e gestione sociale. L’evento ha puntato a mettere in rete città, istituzioni e cittadini per costruire un’agenda condivisa che ponga al centro la tutela della casa pubblica e la sostenibilità urbana. Le prossime mosse saranno determinate dalla capacità di trasformare gli impegni presentati in piani concreti, con un’attenzione particolare alla continuità degli investimenti e alla partecipazione dei territori.

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