Il contesto della chiusura degli uffici
Nel novembre del 2024, il Comune di Milano ha preso una decisione significativa riguardo agli uffici dell’urbanistica, limitando l’accesso al pubblico. Questa scelta è stata motivata da una serie di inchieste che hanno sollevato preoccupazioni tra i dipendenti e i dirigenti comunali, creando un clima di tensione e incertezza. La chiusura parziale degli uffici è stata vista come una misura necessaria per tutelare i funzionari da possibili implicazioni legali e per garantire una gestione più controllata delle pratiche urbanistiche.
Il ricorso dei geometri e la risposta del Tar
I geometri, colpiti da questa decisione, hanno presentato un ricorso al Tar della Lombardia, chiedendo la revoca della chiusura. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile, sottolineando che i professionisti non sono stati in grado di dimostrare un danno concreto derivante dalla limitazione dell’accesso agli uffici. Secondo il Tar, la chiusura non è totale e i dirigenti hanno la facoltà di concedere appuntamenti su richiesta, il che riduce significativamente l’impatto sulla loro attività.
Le implicazioni per i professionisti e i cittadini
La decisione del Tar, pur riconoscendo che la chiusura degli uffici possa alterare le modalità di interazione tra professionisti e amministrazione, stabilisce un precedente importante. I geometri e altri professionisti del settore dovranno adattarsi a questa nuova realtà, trovando modi alternativi per risolvere le controversie e gestire le pratiche urbanistiche. La chiusura parziale degli uffici, infatti, non solo mira a limitare il flusso di persone, ma anche a prevenire situazioni che possano portare a inchieste giudiziarie. Questo cambiamento potrebbe richiedere un ripensamento delle strategie operative da parte dei professionisti, che dovranno ora affrontare un contesto normativo e procedurale in evoluzione.


